Uno studio riscrive la storia della viticoltura feltrina

Promosso dall’Associazione Palio di Feltre, riporta alla luce la «Regola dei Vignaioli del Monte Aurin»
a cura di Martina Reolon
9 Aprile 2026
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Tra le pieghe della storia feltrina riemerge un passato sorprendente: quello di una viticoltura antica, organizzata e regolamentata ben prima di quanto si fosse finora immaginato. È questa la rivelazione al centro dello studio di Marco Campigotto, promosso dall’Associazione Palio di Feltre, che riporta alla luce la «Regola dei Vignaioli del Monte Aurin».

L’indagine prende avvio dal difficile contesto successivo alla Guerra della Lega di Cambrai, anni segnati da distruzioni ma anche da un’intensa attività di ricostruzione civile e amministrativa. Proprio in questo periodo, Feltre si dedicò alla trascrizione di statuti fondamentali per la vita economica locale, tra cui quello dei vignaioli.

Lo studio propone non solo la trascrizione del documento originale e una sua parafrasi in italiano contemporaneo, ma soprattutto una rilettura storica che ne anticipa significativamente la datazione. Se la copia analizzata risale ai primi anni del Cinquecento, emergono infatti prove documentarie che attestano l’esistenza della Regola già alla fine del Quattrocento.

Il volume, intitolato «Alla ricerca del Vino Perduto», sarà presentato lunedì 13 aprile al Vinitaly, uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati al mondo del vino, negli spazi della Regione Veneto.

All’incontro interverranno, tra gli altri, il presidente dell’Associazione Palio di Feltre Eugenio Tamburrino, il senatore Luca De Carlo, il vicepresidente regionale Lucas Pavanetto e l’assessore Dario Bond. A illustrare i contenuti dell’opera saranno il professor Danilo Gasparini dell’Università di Padova e l’autore Marco Campigotto, mentre le conclusioni saranno affidate a Marco De Bacco, presidente del Consorzio Coste del Feltrino. Modererà il giornalista Nicola Maccagnan.

Una successiva presentazione è già prevista anche a Feltre, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente la cittadinanza e rafforzare la consapevolezza delle radici storiche della produzione vinicola locale.

«Si tratta di un lavoro di grande valore – sottolinea Tamburrino – che illumina un aspetto poco noto ma fondamentale della storia agricola bellunese. La coltivazione della vite nel Feltrino si conferma antica e strutturata, al punto da collocare questo territorio accanto alle più rinomate aree vitivinicole italiane».

Un riconoscimento condiviso anche a livello istituzionale: il volume ha infatti ricevuto il patrocinio dei comuni di Feltre, Fonzaso, Pedavena e Seren del Grappa, oltre al sostegno della Regione Veneto, contribuendo a rafforzare il legame tra ricerca storica e valorizzazione del territorio.

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