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giovedì 29 Gennaio 2026,

La storia di Saverio con le sue 1.800 galline. «Ci prendevano per pazzi»

Con la compagna Nadia e il figlio Cesare produce uova. Le sue parole: «Difficile, ma ha vinto la voglia di rimanere dove sono nato»

Un mestiere che nasce da una passione. Esperienza non comune, che solo alcuni riescono a realizzare e che ha trovato un nuovo interprete in un giovane zoldano: Saverio De Rocco. Classe ‘87, la sua passione è innanzitutto questa vallata dolomitica, posizionata al centro della nostra Provincia, forse più di altre sofferente per spopolamento e abbandono del territorio. E poi un mestiere, la produzione di uova di gallina, che ha significato per lui e la sua famiglia un nuovo modo di lavorare e anche uno stile di vita.

«Tutto è cominciato», spiega Saverio nella sua casa di Astragal, insieme alla compagna Nadia e al giovane Cesare, «con la nascita di mio figlio nel 2013; facevo il pizzaiolo, attività che saltuariamente continuo ancora, e sono “arrivate” le prime quattro galline. Gestire un piccolo pollaio domestico appartiene alla nostra tradizione montana ma, un po’ alla volta, ci siamo resi conto che, aumentando progressivamente il numero di volatili, si prospettavano nuove idee.

Era difficile infatti gestire tante postazioni dislocate e magari in prestito per cui ci siamo decisi a fare un passo in più. Era il 2017 quando abbiamo preso in affitto il terreno per realizzare il primo capannone per un allevamento concentrato; la nostra ambizione iniziale era di raggiungere i 250 capi e di abbozzare un nuovo mestiere, almeno stagionale». Traguardo ampiamente superato: ora sono 1800, di varie razze (ovaiole, livornesi), ospitate in due appositi capannoni siti nei pressi dello stadio del ghiaccio di Forno e, d’estate, lasciate al pascolo in altre località della bassa valle.

«Quando abbiamo iniziato più di uno ci ha chiesto se eravamo pazzi», confessa Saverio mentre racconta la sua vicenda, tutta al plurale. Insieme a lui, infatti, c’è Nadia che lo aiuta in questa attività pur continuando il suo impiego di prima. «Anche aprire un mutuo non è stato affatto semplice, ci sono volute delle garanzie che senza i miei familiari non avrei potuto dare; l’assenza di contributi specifici poi non ha certo aiutato. Ma ciò che mi ha spinto ad andare avanti è stata la voglia di poter rimanere dove sono nato e cresciuto, oltre che alla passione di offrire un prodotto che ritengo di alta qualità. E a ragione: le galline vivono nel benessere di una esistenza per loro “normale” e la produzione ripaga con la soddisfazione dei clienti, che aumentano sempre di più».

Saverio ci snocciola qualche cifra: la produzione media giornaliera di uova si aggira sulle 700, con punte estive di circa 900. Ogni elemento viene raccolto e timbrato a mano e, così confezionato, raggiunge i punti di distribuzione: esercizi commerciali a Zoldo e nelle vallate limitrofe, fino anche alla Valbelluna.
«Certamente lavorare con gli animali non è la stessa cosa di utilizzare una macchina: non ci si può fermare e andare troppo in ferie; ogni giorno significa pensare al loro sostentamento e alla loro cura». «Finora non ho mai avuto bisogno di somministrare alcun medicinale: è una fortuna che spero continui, soprattutto a fronte di preoccupanti notizie che giungono da altri contesti. Questa attività che coinvolge tutta la mia famiglia, comporta certo un grande impegno che, tuttavia, dovrebbe garantire la serenità di un ritorno economico e di soddisfazione lavorativa».

E qui il condizionale usato da Saverio denuncia la difficoltà di una burocrazia che non aiuta: «Si vive sempre con la costante incertezza di non “essere a posto con le carte”; certi adempimenti risultano francamente eccessivi e alle volte scoraggiano. Se non avessi il sostegno morale di chi mi è accanto e la soddisfazione dei clienti non so se andrei avanti; è loro che ringrazio con tutto il cuore».

E guardando il futuro? «Mi piacerebbe che mio figlio mi aiutasse», e Cesare, che è lì vicino, volentieri risponde «Sì», «ma per farlo deve crescere ancora un po’».

di Erredienne

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1 commento

  • Per queste piccole realtà nn ci sono contributi, li hanno dati proprio in questi giorni ai balneari di turno……chi crea qualcosa nel territorio deve essere aiutato!sto ragazzo merita tutta la ns stima e simpatia e solidarietà.

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