L’orgasmo del panettone a metà settembre.
La prima discesa sugli sci ai primi di novembre.
Le luci di Natale accese quando fuori ci sono ancora venticinque gradi.
Le uova di Pasqua sugli scaffali a metà gennaio, mentre i presepi non sono ancora stati smontati ed i Re Magi sono là a non capire cosa stia succedendo.
Perché anticipare ogni rito, ogni attesa, ogni sapore?
Certe cose avrebbero bisogno del tempo giusto, del kairós: quel momento denso, pieno, in cui l’esperienza ha un senso, non solo una data.
Ma l’edonismo prevalente non conosce stagioni: pretende tutto, subito e, meglio, se in anticipo. Arrivare prima. È più figo.
Non celebra, ma consuma.
Non gusta, ma inghiotte.
Non attende, ma brucia.
I conati reali o quelli emotivi sono solo una conseguenza.
Così perdiamo il piacere di desiderare, l’odore che precede la festa, l’aspettare che offre il tremore della scoperta, la lentezza che dà sapore alla vita ed ai suoi attimi.
Viviamo invece nell’anteprima continua, nell’eterna premonizione del piacere, e quando arriva il tempo vero — non lo sentiamo più. Una specie di trailer su ogni evento che sarà.
È tempo di tornare al tempo.
Di recuperare il contatto con la realtà che si gusta, non con l’effimerità che ci illude.
Di lasciare che le cose accadano quando è il loro momento, perché solo allora sanno davvero di vita vissuta, quella con i calli alle mani che non deve dare spiegazione alcuna.












5 risposte
Che noiosi che siete….
Può essere, ma aspettiamo sempre con particolare ansia la tua analisi che sappia andare oltre le quattro parole. Spiace davvero che tu non abbia colto il senso di questo breve spunto di riflessione che non voleva essere un paradigma da seguire (ci mancherebbe), piuttosto una verifica di come taluni eventi/riti si modifichino sensibilmente sotto la spinta “dell’ora e subito”.
Cari saluti.
Sono d’accordo. Così si perde tutta la magia del Natale.
Forse Rufus ha “calcato la mano” apposta per farci riflettere come spesso, senza esserne coscienti, veniamo “pilotati” verso varie forme di consumismo, chiamiamole precoci, che anticipano i tempi per evitare di giungere in ritardo rispetto ad altri. Osservavo che iniziano già in vari canali TV film sul Natale, a mio avviso in genere dolciastri, ed ancora non siamo in Avvento. Magari dovremmo ripensare e riscoprire il significato di questa parola, di sicuro ci è capitato di farne esperienza nel corso della nostra vita.
Auguro a tutti una vigile attesa, la sorpresa potrebbe rivelarsi inaspettata.
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