In occasione della mostra Acciaio eterno, personale di GianPi Manzoni, il Museo Mario Rimoldi – Casa delle Regole di Cortina d’Ampezzo propone, il 28 dicembre 2025, una visita guidata seguita da un incontro informale con il pubblico. Dalle 18 alle 20 l’art curator Jerome Zodo e l’interior designer Marco Manzoni accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo e presenteranno il catalogo della mostra, concludendo l’iniziativa con un brindisi condiviso.
La mostra è aperta dal 2 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 negli spazi del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi. Acciaio eterno rappresenta una nuova tappa di un progetto espositivo già presentato a Porto Cervo e successivamente in località alpine svizzere come Sankt Moritz e Gstaad. Nato a Oggiono nel 1950, Manzoni sviluppa in questo ciclo una riflessione coerente sulla scultura contemporanea, privilegiando l’uso dell’acciaio come materiale centrale della propria ricerca.
Il percorso espositivo riunisce un ampio gruppo di opere, tra grandi sculture in acciaio e lavori bidimensionali, pittorici e plastici in polimetilmetacrilato, allestiti all’interno del museo. All’esterno trova invece collocazione Angeli (2025), intervento scultoreo monumentale installato a San Vito di Cadore, grazie all’ospitalità dell’amministrazione comunale.
La pratica artistica di Manzoni si concentra sul rapporto tra materia, luce e spazio, sia in ambienti interni sia all’aperto. L’acciaio, scelto nella sua versione inossidabile, diventa il mezzo attraverso cui l’artista mette alla prova massa, volume e forma, spingendo il materiale oltre i suoi consueti limiti percettivi. Le lastre metalliche vengono lavorate nel suo atelier di Oggiono attraverso piegature, curvature e intagli, fino alla lucidatura a specchio, talvolta accompagnata da campiture di colore come il nero o il rosso. Opere come Lucifero (2024), Arcangelo (2024) e Mio cuore (2023) mostrano una tensione verticale e un movimento fluido che suggerisce una materia ancora in trasformazione.
Altre sculture, tra cui Armonia (2023), Vela (2024), Elisse di luce (2022), Moon (2024) e Flash (2024), mettono in evidenza una morfologia curvilinea che dialoga con lo spazio circostante. Le superfici riflettenti fanno sì che le opere mutino a seconda del contesto espositivo, incorporando luci, colori e presenze, e coinvolgendo direttamente lo spettatore. In questo gioco di riflessi, la scultura si configura come un dispositivo aperto, in cui il corpo fisico e l’immagine riflessa convivono, richiamando l’idea del simulacro come immagine ambigua e stratificata della realtà.
Il lavoro di Manzoni attinge inoltre a un ampio repertorio simbolico. Accanto a forme geometriche e astrali come Tondo, Armonia e Moon, compaiono figure di forte valenza iconica come Lucifero e Arcangelo, fino a riferimenti alla cultura pop, tra cui il cuore, la ballerina e l’automobile Ferrari F40. Ricorrente è anche la figura femminile, declinata in ruoli diversi: musa, divinità, guerriera o corpo alato. In opere come Battaglia (2023) emerge una lettura della forza e della determinazione femminile, mentre in L’oiseau du ciel (2025) e Il volo (2025) il tema dell’elevazione assume un significato più universale. In questa stessa linea si colloca Angeli (2025), che oltre a segnare una tappa del progetto espositivo, richiama simbolicamente l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
A chiudere idealmente il percorso è una citazione di Constantin Brancusi, che riassume un’attitudine condivisa verso l’opera d’arte: «Non bisogna rispettare le mie sculture, bisogna amarle e voler giocare con loro. Io voglio scolpire forme che possano dar gioia agli uomini». Una dichiarazione che ben si accorda con l’invito, implicito nel lavoro di Manzoni, a osservare il mondo da prospettive diverse, lasciando spazio all’esperienza diretta e all’interpretazione personale.
Seguici anche su Instagram:
https://www.instagram.com/amicodelpopolo.it/
