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venerdì 30 Gennaio 2026,

Venezuela, la crisi vista da Belluno: l’appello dell’ABM

La nuova instabilità in Venezuela riaccende l’attenzione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Il presidente Oscar De Bona chiede vicinanza alle comunità di origine bellunese.

La crisi che attraversa il Venezuela continua a suscitare preoccupazione anche a Belluno, territorio storicamente legato al Paese sudamericano da una lunga vicenda migratoria. Le notizie giunte ieri mattina, dopo l’attacco ordinato da Trump e l’inaudita cattura e deportazione di Maduro, si inseriscono in un quadro di instabilità politica e istituzionale che da anni impedisce una reale normalizzazione della vita democratica e sociale.

A richiamare l’attenzione su questa situazione è Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che lega l’attualità alla memoria dell’emigrazione e alla presenza, ancora oggi, di comunità di origine bellunese in Venezuela. «Seguiamo con grande attenzione quanto sta accadendo in Venezuela – afferma De Bona – un Paese nel quale vivono ancora comunità di origine bellunese con radici profonde». Da qui l’auspicio che possa aprirsi una fase diversa: «Ci auguriamo che possa finalmente tornare la democrazia, attraverso il rispetto del voto espresso dagli elettori. È una condizione indispensabile per restituire dignità e futuro a un popolo che da troppo tempo vive nella difficoltà».

Il presidente dell’associazione sottolinea anche le difficoltà nei rapporti con le comunità all’estero, interrotti da anni: «È dai tempi di Chávez che non abbiamo più potuto incontrare direttamente le comunità bellunesi presenti in Venezuela. Speriamo che si possa tornare a visitarle, ristabilendo relazioni e contatti che per noi sono fondamentali».

Il legame tra Belluno e il Venezuela emerge anche nelle storie familiari tramandate dai discendenti degli emigrati. È il caso di Francisc Boyer Sumavila, venezuelano di origine bellunese, il cui bisnonno Antonio Sommavila partì da Belluno nel 1877 per stabilirsi ad Araira, nello Stato di Miranda, insieme ad altre famiglie italiane. Eventi naturali e la perdita dei registri civili hanno cancellato molte tracce ufficiali di quelle origini, lasciando alla memoria familiare il compito di conservarle. Una memoria che oggi si confronta di nuovo con l’idea della partenza, resa attuale dalla crisi.

Non è la prima volta che Belluno esprime pubblicamente la propria vicinanza al popolo venezuelano. Nel 2014 piazza Martiri ospitò una manifestazione di solidarietà intitolata “Sos Venezuela”, “Siamo la voce del Venezuela”, “Italia-Venezuela uniti per la pace”, organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo insieme a PopolInsieme e Migrantes, su impulso di Daniele Marchioro. In quell’occasione De Bona parlò di «una giornata unica a livello veneto per dimostrare ai venezuelani e ai nostri emigranti in Venezuela la solidarietà e la vicinanza di Belluno».

Parole che tornano attuali in una provincia dove vivono cittadini venezuelani e dove molti ex emigranti bellunesi guardano con apprensione ai familiari rimasti oltre oceano. Per l’Associazione Bellunesi nel Mondo, solidarietà e difesa dei diritti democratici restano criteri essenziali di lettura di una crisi che continua a interrogare la comunità internazionale.

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1 commento

  • È impossibile non esprimere solidarietà al popolo e al Governo del Venezuela dopo l’attacco militare di questa notte condotto dagli USA contro il Paese. Un intervento concepito e attuato in totale disprezzo dei fondamentali principi di Diritto internazionale identificati nel dovere di rispettare la sovranità e la uguaglianza giuridica degli Stati.

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