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domenica 11 Gennaio 2026,

Il presepe e quello che manca

Maria avrebbe potuto fermarsi, il Bambino avere un suo futuro. E noi, avremmo potuto forse fare qualcosa di diverso. Decisamente diverso.

Ho voluto mettere uno zaino
a ogni figura del presepe
con dentro quello che “non hanno”.
Lo ho messo anche a noi.
A me prima di tutto.

Giuseppe
avrebbe dovuto parlare di lavoro,
di dignità, di salario giusto e di sicurezza,
di fatica che non basta mai
Ha stretto i denti
e ha rimandato il suo dire.
Non ho ben capito perché.

Maria
avrebbe potuto fermarsi,
dire basta all’Angelo, chiedere perché.
Ha continuato a sacrificarsi
come fosse normale farlo,
abbassando la testa,
diventare donna per sempre.

Il Bambino
avrebbe avuto diritto
ad un suo futuro.
Gli abbiamo messo addosso
le nostre attese e paure,
frustrazioni ed aspettative
prima ancora di guardarlo,
cullarlo e farlo crescere come un bimbo.
Non ha colpe. Noi si.

I pastori
avrebbero potuto dubitare
maggiormente del senso comune,
restare un po’ di più,
aspettando con la ragione
e senza andarsene vantando semplicità.

I Re Magi
avrebbero potuto usare
la sapienza per indirizzare meglio tutti noi.
Sono arrivati tardi, con decisioni già prese, portando doni inadatti per un bimbo,
dimenticando il trenino di legno e le caramelle.

L’angelo
avrebbe potuto mettere in crisi
la verità, dando certezze semplici alle genti.
Ha invece annunciato il dogma
e se n’è andato senza salutare.

La stella
avrebbe dovuto indicarci la via,
ostinatamente.
Ha brillato e basta,
lasciandoci scegliere e sbagliare.

E noi,
che guardiamo il presepe,
avremmo potuto
forse fare qualcosa di diverso.
Decisamente diverso.

Allora dimmi, Gesù,
sei nato davvero?
o siamo noi
che continuiamo
a passare oltre,
con indifferenza e senza capire?

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