La morte sul lavoro nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina, riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei cantieri legati alle Olimpiadi. Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, Pietro Zantonini di 55 anni ha perso la vita, mentre era impegnato nel servizio di vilanza all’esterno del cantiere del Palaghiaccio.
Cordoglio è espresso dalla Filcams Cgil Belluno e dalla Cgil Belluno. Alberto Chiesura e Denise Casanova parlano di «massimo cordoglio» alla famiglia del lavoratore deceduto e chiedono che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità. «La magistratura farà giustamente il suo corso, anche rispetto alle numerose segnalazioni che sembra il lavoratore avesse fatto rispetto alle condizioni di lavoro», affermano, sottolineando come ancora una volta l’attenzione si concentri sul settore della vigilanza privata, dove si continua a operare spesso in condizioni critiche, con turnazioni pesanti, ambienti difficili e dotazioni non sempre adeguate ai servizi richiesti.
I rappresentanti sindacali ricordano inoltre le numerose vertenze aperte negli ultimi anni nella provincia, concentrate proprio sui temi della salute e della sicurezza, con il coinvolgimento degli organismi pubblici di controllo competenti. A poche settimane dall’inizio dell’evento olimpico, osservano, molti cantieri devono ancora essere completati, dopo anni di lavori portati avanti senza interruzione e in qualsiasi condizione meteorologica. Per questo, concludono, «va mantenuta alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro e deve essere garantita la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sino a che l’ultimo bullone verrà smontato al termine dell’evento olimpico».
Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta con Avs, ricorda come dall’inizio dell’anno siano già tre le persone morte mentre svolgevano la propria attività lavorativa. Gli ultimi due casi, sottolinea, riguardano lavoratori impiegati in contesti riconducibili a progetti pubblici: un manutentore di un’azienda che gestisce i rifiuti nel Padovano e, appunto, il vigilante deceduto a Cortina. «Alla famiglia di Pietro Zantonini va anzitutto la nostra più profonda vicinanza umana, in un momento di dolore che non può essere attenuato da alcuna parola», afferma Guarda.
L’eurodeputata esprime poi rammarico per la posizione di Simico, la società incaricata di coordinare e gestire le opere olimpiche, che ha precisato come il cantiere non fosse di propria diretta competenza. Pur ribadendo il rispetto delle responsabilità penali individuali, Guarda richiama il tema della sicurezza come responsabilità collettiva e come diritto a condizioni di lavoro dignitose, soprattutto all’interno di opere pubbliche di rilevanza internazionale. Da qui l’aspettativa che la società di coordinamento eserciti un ruolo attivo di vigilanza affinché anche aziende e cooperative in subappalto garantiscano adeguate tutele, in particolare a lavoratrici e lavoratori in condizioni di precarietà. Le preoccupazioni, conclude, trovano riscontro in segnalazioni recenti su addetti alla sicurezza notturna «lasciati a temperature estremamente rigide senza adeguati ripari», situazioni definite inaccettabili.
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