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venerdì 16 Gennaio 2026,

Tutto l’amore che vuoi. Gli animali domestici, compagnia e aiuto

I numeri dell'Istat, l'esperienza di Claudia, i volontari di Lav e Apaca, il lavoro di Enrico (Foto Sara Guglielmi)

Sul numero 3 dell’Amico del Popolo “di carta” del 15 gennaio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero il nostro approfondimento sugli animali da compagnia.

Sembra che capiscano. Anzi, capiscono davvero.

Desiderano essere al centro della tua attenzione e comprendono se c’è qualcosa che non va, una preoccupazione, un fatto di salute. Stai studiando? Il gatto si accoccola proprio sulla pagina del libro che vorresti o dovresti leggere. Guardi troppo il cellulare? Ti si para davanti, «guarda me, non quell’affare». Sei disteso e non stai bene? Ti ‘‘fa la pasta’’ sulla pancia. E del cane cosa dire? L’espressione della sua gioia è senza limiti. Quando vuole le carezze ti si appoggia addosso e con la zampa ti prende il braccio e lo avvicina a sé.

Fanno compagnia. Tantissima compagnia. E portano anche aiuto. Pensiamo agli anziani: un animaletto vicino stimola a parlare, suscita sorrisi, costringe a muoversi, a prendersi cura, fa sentire meno soli.

Ecco perché in Italia oltre 10 milioni di famiglie, pari al 37,7% del totale, hanno almeno un animale domestico. Si stima che siano circa 25 milioni e 500 mila gli animali domestici nelle famiglie.
Lo dice l’Istat. L’ente nazionale di statistica ha pubblicato un rapporto dedicato proprio agli amici con le zampe, dati 2024: «In aumento le famiglie che hanno almeno un animale domestico» è il titolo. Quasi quattro famiglie su dieci ne hanno.

«Cani e gatti sono gli animali più presenti, circa il 33,9% delle famiglie ne ospita almeno uno. In particolare, il 22,1% delle famiglie ha uno o più cani mentre il 17,4% uno o più gatti», certifica l’Istat, ma c’entrano i diversi obblighi di registrazione, molti gatti ‘‘non risultano’’. Il numero medio di cani per famiglia, tra quelle che ne possiedono, è pari a 1,3, mentre quello dei gatti è di 1,8.

Abbiamo detto zampe pensando a cani, gatti e altri animali. Ma non scordiamoci le pinne. (…)

I numeri mostrano che ad accogliere gli animali in casa sono soprattutto i genitori di figli ormai cresciuti, dai 14 anni un su: parliamo del 51,2% delle coppie e del 48,8% delle famiglie con un solo genitore. Le coppie con figli minori di 14 anni più animale sono il 42,5%, seguono i monogenitori di figli sempre di età inferiore ai 14 anni (42,5%). Anche le coppie senza figli con membri che abbiano meno di 65 anni mostrano un significativo interesse nell’ospitare animali in casa (47,9%), abitudine che cresce nel tempo di 10 punti percentuali: dal 38% nel 2006 al 42% nel 2015, fino al 47,9% nel 2024». A scapito dell’accoglienza di un figlio? (…)
Luigi Guglielmi

Claudia: Pink e Fiona
i miei occhi nel mondo

L’agordina Claudia Cattadori con il suo cane guida Pink.

«Cara Pink,
sono già passati quattro anni dal nostro primo incontro. Ricordo perfettamente il giorno in cui sono venuta a prenderti al Centro dei cani guida dei Lions di Limbiate vicino a Milano. In quella scuola c’era stata anche Fiona, la mia prima compagna di viaggio e di vita. Lei (splendida Labrador cioccolato), così precisa e dolce, per dieci anni è stata i miei occhi nel mondo, regalandomi libertà, sicurezza e amore silenzioso. Insieme, io e Fiona, abbiamo affrontato tutto: gli ostacoli, le paure, le novità. (…)

«Per un anno e mezzo avete vissuto insieme. È stato meraviglioso vedere come Fiona, ormai più anziana, ritrovasse entusiasmo nel giocare osservando te e come tu, giovane e esuberante, imparassi da lei quell’intesa unica che lega cane guida e persona non vedente. A modo vostro vi siete scambiate il testimone e avete creato, con me, una squadra perfetta. Poi, la dolce Fiona è volata via, ma io sento che ci accompagna ancora, silenziosa e protettiva, in ogni percorso; è sempre con noi.

«Oggi tu sei il mio presente, la mia compagna fidata. Ogni giorno mi conduci sicura al lavoro, affrontiamo insieme gioie e difficoltà, e la tua allegria contagiosa mi regala nuovi sorrisi. Affido a te la mia sicurezza e tu, con dedizione e amore, mi accompagni sempre. (…)
Claudia

L’impegno dei volontari Lav Belluno e Apaca:
«Cerchiamo l’abbinamento armonioso con la famiglia»

Belluno, il rifugio di Apaca.

Il Bellunese è la terra dei rifugi per antonomasia. Ma se sono noti a tutti quelli alpini, in pochi sanno invece che esiztono altri rifugi altrettanto accoglienti e curati: quelli per gli animali abbandonati; realtà che ogni giorno si prendono cura degli animali, offrendo loro protezione, affetto e, soprattutto, una seconda possibilità. Tra queste, l’Associazione Apaca, che gestisce un canile-rifugio, e la Lav – Lega Anti Vivisezione, sezione di Belluno – che si occupa di animali domestici e non solo, promuovendo uno stile di vita rispettoso e consapevole.

Al rifugio Apaca, i protagonisti sono i cani, spesso provenienti da storie difficili: abbandoni, incomprensioni, solitudine. Pongo, Afonso, Layla, Stich e Daphne sono solo alcuni dei cagnolini che, durante le ultime festività natalizie, hanno trovato non solo una casa, ma una vera famiglia. «Dietro ogni comportamento c’è quasi sempre un disagio, una ferita invisibile che chiede solo tempo, rispetto e ascolto», spiega Paola Lotto, presidente dell’Associazione Apaca.

Quando un cane varca la soglia del rifugio, non viene giudicato: viene osservato, accolto e lasciato libero di esprimere se stesso. I 40 volontari e i due dipendenti dell’associazione garantiscono pasti, passeggiate, cure e attenzione quotidiana. Ogni cane ha bisogno di tempo per ambientarsi: nuovi odori, nuove persone, nuovi ritmi, un mondo completamente diverso da quello che conosceva. È un processo lento e delicato, che richiede empatia e pazienza. (…)

Parallelamente, la Lav Belluno si prende cura di una varietà più ampia di animali. «Noi siamo un’associazione antispecista», racconta la presidente Lea Costella. «Ci occupiamo di tutti gli animali, non solo di quelli più vicini all’uomo, promuovendo uno stile di vita vegano che eviti di sfruttare qualsiasi creatura». L’associazione interviene anche per galline, conigli, capre e asini, garantendo protezione, cure veterinarie e, quando necessario, il sequestro di animali vittime di maltrattamenti.

Il cuore dell’attività della Lav è l’adozione. Ogni animale, dal gatto domestico al più timido felino “selvatico”, segue un percorso che comprende questionari, sopralluoghi e verifiche post-affido. Non si tratta solo di trovare una casa, ma di garantire il benessere a lungo termine, assicurandosi che l’abbinamento tra animale e famiglia sia il più armonioso possibile. Oltre alle adozioni, la Lav promuove raccolte fondi, supporta famiglie in difficoltà per interventi veterinari e organizza eventi di sensibilizzazione su alimentazione etica e rispetto per tutte le creature. Particolare attenzione viene dedicata ai più piccoli: nelle scuole elementari, bambini e bambine imparano il valore dell’empatia e della cura verso gli animali, diventando piccoli ambasciatori di gentilezza. (…)
Elisa Strano

Allevare e custodire:
la ‘‘missione’’ di Enrico

FELTRE – “L’impronta”: due cuccioli di Bouledogue francese.

Allevamento, toelettatura e pensione: in un’unica struttura, alle porte di Feltre, prende forma una delle realtà più qualificate del territorio bellunese dedicata alla cura e al benessere degli animali domestici. Si chiama «L’impronta» ed è gestita dai fratelli Cecchin, che hanno trasformato un’eredità familiare in una professione. (…)

Il centro offre anche il servizio di pensione, aperto a qualsiasi tipo di animale domestico, dal cane al gatto, dal coniglio al criceto. Gli animali vengono accuditi e coccolati in un ambiente confortevole, con box riscaldati e ampi spazi verdi per muoversi, assistiti da uno staff che presta particolare cura alla pulizia e all’igiene degli spazi. «Ci siamo ispirati ad una famosa struttura all’avanguardia in Svizzera», evidenzia Cecchin. «Tutti i nostri box sono dotati di riscaldamento, mentre nelle altre pensioni sono quasi sempre a temperatura ambiente. Non utilizziamo né gabbie né recinzioni, perché abbiamo voluto ricreare un ambiente familiare, casalingo, che accolga i nostri amici a quattro zampe». (…)

Quella dei Cecchin e del loro staff – oggi al centro «L’impronta» operano sette persone – non è solo un lavoro, ma è una ‘‘missione’’. «Fino ad alcuni anni fa non esistevano servizi simili sul territorio perché non ve ne era nemmeno la richiesta», osserva. «Oggi, se una famiglia deve andare in vacanza o un anziano deve essere ricoverato in ospedale, può affidare il proprio pelosetto alle nostre cure. Il centro nasce proprio per rispondere a queste esigenze». (…)
Riccardo Sartor

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1 commento

  • Conosco parroci che non vogliono cani in chiesa: il vescovo dovrebbe intervenire e consentire che in tutte le parrocchie i proprietari dei cani possano entrare insieme ai loro pelosetti.

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