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giovedì 29 Gennaio 2026,

L’Amico scriverà i nomi in ladino

L'editoriale sul numero 3 dell'Amico del Popolo datato 15 gennaio 2026

Sfogliando le pagine di questo numero vi accorgerete di una novità: i nomi dei paesi della parte alta delle Dolomiti Bellunesi presenteranno la doppia dicitura in italiano e in dialetto, cioè in ladino. Per esempio: Borca / Borcia. L’Amico del Popolo ha deciso di operare questa scelta – primo giornale bellunese a farlo – rompendo gli indugi dopo oltre un quarto di secolo dall’approvazione della legge nazionale a tutela delle minoranze linguistiche, datata addirittura 1999. La 482 mette in campo alcuni importanti strumenti per valorizzare le parlate locali riconosciute come minoranza linguistica. E lo fa in attuazione di uno dei primi articoli della Costituzione italiana, con cinquant’anni di ritardo.

Innanzitutto, lo strumento normativo dovrebbe servire a far crescere la consapevolezza del patrimonio culturale che i parlanti custodiscono e che sono chiamati a tramandare. Nei nostri territori l’uso del dialetto spesso porta con sé una ‘‘marca sociale di inferiorità’’, non si parla in dialetto volentieri con gli estranei, anche perché si teme di non essere compresi. E così il dialetto (che è sempre lingua, ricordiamolo) viene posto ai margini, viene ‘‘annacquato’’, storpiato, tradito. La legge ci dice: no, non lasciamolo scomparire, chi lo conosce lo parli, è patrimonio. Lo è anche se risulta impoverito di buona parte del lessico, perché sono scomparsi i mestieri che un tempo costituivano una miniera di parole.

Dicevamo, i dialetti della parte alta della nostra provincia sono classificati dai linguisti e dalla legge come appartenenti al ladino. Che è considerato lingua pur non avendo una variante di riferimento: pertanto, tutti i dialetti ladini hanno nei fatti la stessa ‘‘importanza’’: ampezzano, fodom, dialetti cadorini, agordini, zoldani. Anzi: bisognerà stare attenti a non ‘‘piallare’’ le differenze per rispondere a una presunta esigenza di uniformità, perché perderemmo centinaia e centinaia di piccole gemme locali.

L’Amico del Popolo ha fatto la sua parte, ai tempi dell’approvazione della legge e sulla scia del grande impegno di alcuni nostri sacerdoti sul tema dei dialetti. Ci fu un dialogo fitto con l’allora presidente della provincia Oscar De Bona, che fu consigliato dal nostro giornale e scrisse una lettera a tutti i Comuni dell’area ladina bellunese perché inserissero nei loro statuti un riferimento a tale appartenenza, in modo da poter rientrare nelle previsioni della norma. Lo fecero.

Una delle previsioni riguarda la toponomastica bilingue: è facile da attuare ma pochissimi comuni si sono mossi (a pagina 7). Per questo L’Amico ha deciso di dare un segnale.

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