Belluno °C

giovedì 29 Gennaio 2026,

Casa della Dottrina, la comunità a Sedico decide il futuro

Venerdì 30 gennaio a Roe assemblea aperta per discutere il destino della Casa della Dottrina di Sedico, oggi in parte inagibile. Sul tavolo recupero dell’edificio o nuove destinazioni.

Un’assemblea pubblica per discutere il futuro della Casa della Dottrina di Sedico è in programma venerdì 30 gennaio alle 20.30 al Centro parrocchiale di Roe. L’incontro è aperto alle comunità di Bribano, Sedico e Roe e nasce con l’obiettivo di raccogliere idee e proposte su una struttura che da circa due anni è in parte inagibile a causa di problemi statici e sismici.

La Casa della Dottrina, conosciuta anche come Casa parrocchiale don Paolo Simonetti, è stata costruita circa settant’anni fa grazie all’impegno di molti, Comune compreso. In questo lungo periodo ha ospitato attività catechistiche, formative, scolastiche, culturali e ricreative, diventando un punto di riferimento per il territorio. Oggi però il salone e le aule soprastanti non sono utilizzabili, e la comunità è chiamata a interrogarsi sul suo possibile utilizzo futuro.

Nel presentare l’assemblea, i parroci don Sandro e don Giancarlo, insieme al Consiglio pastorale e al Consiglio per gli affari economici, sottolineano l’importanza di ascoltare ciò che la comunità “sente” rispetto alla Casa della Dottrina, considerata un pezzo significativo della storia del paese, e di mettere a fuoco i bisogni attuali e futuri a cui rispondere.

Dai primi confronti con il Comune e con la Soprintendenza è emerso che l’edificio non è sottoposto a particolari vincoli. I tecnici incaricati, Stefano Deon e Nicola Canal, hanno illustrato due possibili percorsi. Il primo prevede la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione di una nuova struttura. Si tratta di un intervento molto oneroso, con costi a partire da un milione e mezzo di euro, che consentirebbe di realizzare un salone da 200-250 posti, rispetto ai 99 attuali. A questo proposito è stato ricordato che a Sedico esistono già una sala polifunzionale da 400 posti, il Palaskating, e una sala conferenze da 140 posti al Polo culturale, entrambe però poco adatte a ospitare spettacoli teatrali per l’assenza di palco e sipario.

La seconda ipotesi è quella di un intervento di miglioramento sismico dell’edificio attuale, con un costo stimato intorno ai 600 mila euro, arredamenti compresi. L’operazione consisterebbe nella realizzazione di un nuovo muro interno con nuove fondamenta, destinato a diventare il vero elemento portante, nel rinforzo del soffitto mediante una struttura metallica più leggera e visibile, e nella sostituzione delle pareti in muratura del primo piano con divisori più leggeri. Il salone risulterebbe leggermente più stretto, di circa 30 centimetri per lato, ma pienamente fruibile, così come gli spazi al piano superiore, che potrebbero essere riorganizzati. La parte dell’edificio verso la chiesa, già in condizioni soddisfacenti, non verrebbe invece interessata dai lavori.

Su queste proposte il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici delle tre parrocchie hanno avviato una riflessione, ribadendo che ogni intervento sui beni parrocchiali deve partire dalle esigenze, prima di tutto pastorali, del territorio e dal dialogo con le comunità per individuare i bisogni reali.

È stato anche ricordato che, in alternativa alla sistemazione della Casa della Dottrina per gli usi tradizionali, le risorse potrebbero essere destinate ad altri ambiti, come strutture a sostegno della carità, progetti di accoglienza per famiglie in difficoltà nel trovare casa, oppure alla manutenzione e all’ammodernamento degli edifici di culto. Resta però la consapevolezza, condivisa da parroci e consigli parrocchiali, che il salone non può rimanere a lungo in una situazione di stallo: “sbloccarlo” significa fare una scelta sul modo di investire nel “fare comunità” e nel valore di uno spazio dedicato alla socialità e alla formazione delle persone.

Seguici anche su Instagram:
https://www.instagram.com/amicodelpopolo.it/

1 commento

  • La parrocchia ha bisogno di edifici per incontrare le persone: nell’attuale contingenza storica e con la rarefazione del numero dei praticanti, imbarcarsi in spese eccessive sembra una soluzione poco razionale, meglio ristrutturare e sistemare l’esistente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *