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giovedì 29 Gennaio 2026,

Il percorso della fiaccola olimpica nel Bellunese: braciere acceso anche a Longarone in memoria del Vajont

Tutte le tappe, tra sport, memoria e partecipazione del territorio

Il braciere olimpico sarà acceso in tre luoghi: oltre che a Cortina e a Belluno, anche a Longarone «in omaggio alle vittime del Vajont«. A Cortina la fiaccola arriverà lunedì 26 gennaio, 70 anni esatti dall’inizio dei Giochi del 1956, così come a Longarone; a Belluno tedofori e torcia faranno il loro ingresso il giorno prima, domenica 25. Questi e altri dettagli sul percorso della fiaccola in territorio bellunese sono stati illustrati nel corso di una articolata conferenza stampa svoltasi questa mattina, martedì 20 gennaio, a Palazzo Piloni che ha previsto due parti: il resoconto del lavoro del Tavolo olimpico e, appunto, il percorso della fiaccola.

Arrivando da Udine, quest’ultima entrerà in provincia alle ore 16.30 di domenica 25 a Feltre: dalla stazione i tedofori la porteranno lungo via Montegrappa, via Cesare Battisti, via XXXI Ottobre, porta Imperiale, via Mezzaterra e infine in piazza Maggiore dove sarà anche allestito uno schermo gigante. Poi, in convoglio e non a piedi, la tappa successiva sarà quella di Borgo Valbelluna e qui saranno cinque i tedofori al momento ancora sconosciuti.

Dopo un altro tratto in convoglio, arrivo alle 18.50 dove in piazza dei Martiri alle 19.30 sarà anche acceso il braciere. La torcia olimpica arriverà da via Prade e da qui percorrerà via Feltre; giunta in piazzale Marconi girerà per via Caffi, via Tissi per scendere in direzione di via Gabelli in direzione palasport, salirà lungo via Simon da Cusighe ed una volta in piazza attraverserà porta Dojona, percorrerà via Mezzaterra, via san Pietro, giungerà in piazza Castello e da qui in piazza dei Martiri. I vari momenti saranno corredati da una cornice di pubblico, dagli eventi sul palco appositamente allestito più o meno nella zona antistante la chiesa di San Rocco.

Il giorno dopo ripartenza dal lago di Santa Croce (ore 9) in Comune di Alpago e alle .,20 da piazza “22’39”, a Nuova Erto (Ponte nelle Alpi) che ha come nome l’ora del disastro del Vajont; nella conca si è mosso l’intero territorio che sarà presente con gli studenti dell’intero Istituto Comprensivo, gonfaloni e sindaci dei tre Comuni. La fiaccola transiterà poi per Soverzene e di qui arriverà a Longarone (11.04). Due le tratte: una prenderà il via dalla diga del Vajont (Erto-Casso) e scenderà in direzione Longarone portata da 14 tedofori; la seconda arriverà in centro scortata da altri 15; saranno presenti tutti gli studenti delle scuole de territorio: Istituto Comprensivo, Enaip ed Alberghiero.

L’arrivo a Pieve di Cadore (ore 12.12) avverrà da via Galvena; la fiaccola transiterà poi per la frazione di Sottocastello, arriverà in centro nei pressi del museo dell’occhiale e di qui salirà in piazza Tiziano per essere infine portata da 300 alpini sino a Valle di Cadore (13.58). Essa toccherà anche San Vito di Cadore (14.57). Arrivata a Cortina, prima di approdare in centro (18.37) con la relativa accensione del braciere (19.30), la fiaccola “saluterà” tutti i luoghi delle gare: dapprima trampolino, Rumerlo, pista da bob, stadio del ghiaccio. Il giorno dopo (martedì 27, ore 8) salita alla Tre Cime di Lavaredo.

L’altra parte della conferenza, come detto, è servita per illustrare il lavoro del Tavolo olimpico: dalla distribuzione di 303 bandiere nei diversi comuni, la rassegna delle “Storie olimpiche” che venerdì 23 gennaio si concluderà a Cesiomaggiore (ore 18, sala polifunzionale) con la presentazione del libro “Dalla Streif alle Tofane” di Kristian Ghedina. Ed ancora: il progetto “Scivolare, Storie di scie, fra tradizione e competizione” sostenuto da Fondazione Cariverona con un bando del valore di 175. mila euro, che vede la Provincia di Belluno capofila di una cordata di 38 partner in rappresentanza di enti locali, istituzioni, scuole e associazioni che coprono tutte le aree del territorio.

Un tema declinato sempre nell’ambito della stagione invernale, partendo dalla valorizzazione dei beni culturali materiali e immateriali dell’area bellunese, in un’operazione di recupero della memoria delle tradizioni capace però di favorire anche uno scambio intergenerazionale. Fa parte di esso anche la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione” con la vernice prevista venerdì 30 gennaio al museo Etnografico di Seravella (Cesiomaggiore).

A Longarone Fiere nel frattempo prosegue la mostra “Scie di gloria” che celebra l’evoluzione degli sport invernali: il percorso unisce storia ed innovazione, esponendo attrezzature d’epoca accanto alle più moderne tecnologie e progetti di ricerca universitaria.

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2 commenti

  • Volevo ringraziare alla redazione, che donando una spiegazione panoramica e dettagliata ci mette al vivo di questa meravigliosa manifestazione del nostro territorio. Ancora mille grazie!

    • Grazie alla Redazionr per la precisazione e chiarezza della informazione .

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