È in programma a Belluno mercoledì 28 gennaio 2026, alla ore 18.00, presso la Libreria degli Eddini in via Mezzaterra, un confronto pubblico sui grandi eventi in montagna e sulle loro conseguenze ambientali, paesaggistiche ed economiche. Al centro dell’incontro il libro «Scivolone olimpico. Dieci sguardi sul caso dell’ormai mitica pista di Cortina», instant book uscito nel 2024 che raccoglie riflessioni critiche su un’opera giudicata insostenibile già nella fase di realizzazione.
L’appuntamento nasce come dialogo tra Michele Argenta, ingegnere energetico e coautore del volume, e Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina. A moderare l’incontro sarà Flavio Faoro. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giovanni Angelini – Centro studi sulla montagna, in collaborazione con l’AltraMontagna e la Libreria degli Eddini.
Il dibattito prende spunto da una serie di interrogativi che attraversano oggi le comunità alpine. In un contesto segnato dalla crisi climatica, ci si chiede se il sistema montano possa continuare a basarsi prevalentemente sul turismo e su pratiche sportive che richiedono grandi quantità di acqua, neve e temperature molto basse. Allo stesso tempo, emerge il tema della crescente consapevolezza della “ferita” lasciata dai grandi eventi in territori già fragili, che faticano a costruire una visione condivisa di futuro.
Nel corso dell’incontro si affronteranno anche questioni strutturali come l’abbandono delle terre alte, lo spopolamento, il calo demografico e la progressiva perdita di servizi, elementi che richiedono risposte non solo urgenti ma anche lungimiranti. Il territorio montano, collocato in una fascia altimetrica particolarmente sensibile, mostra con sempre maggiore evidenza gli effetti della fragilità ambientale legata al cambiamento climatico.
Il libro propone dieci punti di vista diversi, utili a rileggere criticamente scelte già compiute, soprattutto alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Le domande che emergono guardano oltre l’evento: se il futuro rischi di essere segnato da decisioni miopi o se sia possibile favorire un modo diverso di vivere e abitare la montagna, fondato su un “pensiero lungo” e sul principio di responsabilità verso le generazioni future.

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Egidio
Saluti