Entro primavera sarà pubblicato il bando per individuare l’impresa che entro l’estate inizierà i lavori di costruzione della Ciclopedonate del Lago di Centro Cadore.
Ad annunciare il via libera alla realizzazione dell’opera è stato il presidente dell’Unione Montana Centro Cadore Pier Luigi Svaluto.
«Dopo un lungo iter burocratico e un complesso intreccio di competenze tra diversi enti e dopo il via libera definitivo dell’Unione Montana– ha detto – il Giro del Lago di Centro Cadore comincerà finalmente a prendere forma. Si tratta di un anello di mobilità lenta capace di ridefinire il rapporto tra acqua, paesaggio e turismo nel cuore del Cadore. Un’opera destinata a diventare una vera e propria attrazione per il Cadore e per l’intera provincia di Belluno».
La prima parte del percorso si svilupperà sulla riva sinistra del lago, a partire dalla spiaggia di Miralago, poco lontano dalla diga di Sottocastello di Pieve di Cadore per arriva fino al campeggio di Domegge. E i lavori cominceranno proprio dal campeggio. Il tratto più impegnativo sarà quello del superamento della Val Prigioniera che avverrà su un ponte-passerella.
«Una delle peculiarità dell’opera, forse la principale, – sostiene il presidente dell’Unione Montana Pier Luigi Svaluto – risiede nella sua struttura, che unisce innovazione ingegneristica e rispetto per l’ambiente montano. La ciclopedonale, infatti, non sarà un semplice via di collegamento, ma un percorso spettacolare e dinamico in parte sospeso direttamente sul lago, offrendo panorami mozzafiato e un’esperienza a stretto contatto con la natura».
Una volta ultimato il percorso sulla riva sinistra l’Unione Montana darà il via al completamento del Giro del Lago con la continuazione della Ciclopedonale lungo la riva destra del lago. Questa seconda parte del percorso collegherà Domegge a Calalzo, a Pieve e a Sottocastello dove passa la Ciclabile delle Dolomiti che arriva da Cortina e scende verso la pianura. Nel suo insieme l’opera avrà un costo che si aggira sui 10 milioni di euro. «Ma il problema primo – ha spiegato il presidente Svaluto – non sono mai stati i fondi da investire. Il problema vero è stata la burocrazia e l’intreccio di competenze dei vari enti che abbiamo dovuto superare fin da quando, cinque anni fa, gli allora sindaci dei Comuni dell’Unione Montana hanno deciso di progettare l’opera».
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