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sabato 14 Febbraio 2026,

Il fiore rosso o il gioiello con l’incisione? Le tendenze per San Valentino

Di Carla Laguna, Riccardo Sartor e Luigi Guglielmi. Nella foto Buset e Doriguzzi, titolari della fioreria «Angolo Verde» (Franco Miconi)

Sul numero 7 dell’Amico del Popolo “di carta” del 12 febbraio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), nell’inserto speciale «Dentro i Giochi» puoi leggere per intero gli articoli dedicati a San Valentino festa degli innamorati e alla crisi dei matrimoni in Italia. Sfoglia L’Amico del Popolo “classico”, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze.

San Valentino non è più la ‘‘festa degli innamorati’’ di una volta. Si assiste a un progressivo affievolirsi del suo fascino e a pesare sulla ricorrenza sarebbero soprattutto alcuni cambiamenti nella società: relazioni sentimentali meno stabili, la moltiplicazione delle feste, una minore ‘‘leggerezza nel vivere’’. Eppure, nonostante tutto, il 14 febbraio continua a essere legato a gesti e regali simbolici: fiori, gioielli, cioccolatini.

I fiori restano un dono molto diffuso per chi desidera testimoniare i propri sentimenti. Marco Buset, della fioreria «Angolo Verde» di Pieve, conferma che le richieste di quest’anno sono in linea con quelle degli anni scorsi. Accanto alle tradizionali rose, si è affermato anche il regalo del mazzo o del cesto di fiori misti, spesso arricchito da qualche rosa. (…)

Si regalano ancora gioielli a San Valentino, dono classico? Sì, ma in misura decisamente minore rispetto al passato, quando le gioiellerie registravano un buon riscontro. Lo conferma Wilma Da Rin di «Arianna Gioielli» di Auronzo. In genere l’età dei destinatari dei regali di San Valentino è quella più giovane fino, forse, alla nascita del primo figlio. L’acquisto non è mai stato particolarmente costoso, se non nei casi in cui la ricorrenza venga scelta per una promessa di matrimonio con l’anello di fidanzamento.

Alla base c’è sempre – considerati tempi poco favorevoli ai rapporti duraturi – una certa cautela, che si riflette anche negli anelli di fidanzamento. Per l’uomo il regalo più comune è il bracciale, preferibilmente in acciaio. Per la donna la scelta è più più variegata. Una cosa resta: l’incisione con le iniziali, la data dell’incontro o piccoli disegni come i cuori.
Carla Laguna

Una cena romantica per dire:
«Sono innamorato di te»

(…) Anche la cena romantica è tra le scelte preferite. In molti casi le coppie interpretano la ricorrenza come un’occasione da vivere insieme. Nel Feltrino le proposte per la serata non mancano: numerosi infatti sono i menu dedicati, le cene a tema e le offerte pensate per le coppie. Le aspettative, tuttavia, restano contenute. «Con il 14 febbraio che quest’anno cade di sabato, prevediamo un’affluenza simile a quella di un normale fine settimana, forse qualcosa in più», ci confessa un ristoratore. (…)

Cresce l’interesse per le esperienze condivise. Sempre più coppie scelgono di trasformare la data in un momento da vivere con maggiore calma. «Molte coppie approfittano del weekend per concedersi qualche giorno di relax e staccare dalla routine quotidiana, spesso in località vicine e in strutture attrezzate con aree wellness», racconta Silvia, che lavora in un hotel in Primiero. Una tendenza che riflette un cambiamento più ampio nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati al valore dell’esperienza rispetto all’oggetto materiale. (…)
Riccardo Sartor

Le nozze crollano, soprattutto in chiesa
E si prevede un peggioramento

Si fatica a dire «Ti amo». Si fatica a pensarlo ‘‘per sempre’’. E si fatica a dire «fidanzamento», perché è una mezza promessa. In un contesto di relazioni che spesso non durano o durano poco, sembra che la coppia di innamorati avverta quasi una timidezza nel pensarsi insieme. Più facile dire e dirsi «stiamo insieme», suonerebbe ben diverso dichiarare: «siamo fidanzati».

Del resto, il punto d’approdo successivo, naturale, logico, appare sempre più in crisi: i matrimoni risultano ancora in calo in Italia, lo confermano i numeri dell’Istat.

In un solo anno, tra il 2023 e il 2024, sono stati celebrati in Italia il 5,9% di matrimoni in meno. Parliamo di 173.272 matrimoni in tutto il nostro Stivale, neanche duecentomila nozze a fronte di quasi sessanta milioni di abitanti.

Meno 5,9% in un anno è già crollo, non calo. Ma allora come chiamiamo la riduzione dei matrimoni religiosi? Tra il 2024 e il 2023 sono stati l’11,4% in meno, «accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo», puntualizza l’istituto nazionale di statistica.

E meno male che l’Italia sta integrando persone che vengono da fuori: il 16,9% dei nuovi sposi è costituito da coppie con coniuge straniero. Però questo genere di matrimoni risulta anch’esso in calo. (…)
Luigi Guglielmi

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