Si è conclusa nella serata di ieri, venerdì 20 febbraio, una lunga giornata di confronto sulla vertenza Hydro Extrusion di Feltre. Al centro della discussione, la situazione dello stabilimento dopo l’incendio e la successiva esplosione alla cabina elettrica, che hanno determinato il fermo degli impianti.
Il tavolo convocato dal prefetto di Belluno ha riunito azienda, organizzazioni sindacali, Regione Veneto con l’Unità di crisi aziendali, Provincia e Comune. L’assessore regionale Massimo Bitonci – in una nota della Regione – ha riconosciuto la complessità della situazione, ricordando che al primo incendio è seguita una seconda esplosione e che lo stop produttivo potrebbe protrarsi per oltre tre mesi. La continuità industriale resta il nodo principale, ma nel confronto si è parlato anche delle conseguenze immediate degli eventi che hanno colpito il sito.
Tra i temi affrontati, la decisione di trasferire temporaneamente matrici e attrezzature in un altro stabilimento del gruppo per evadere gli ordini sospesi. Una scelta che ha alimentato il timore di un progressivo svuotamento del sito feltrino e la preoccupazione sindacale per la possibile dispersione di competenze durante la cassa integrazione.
La Regione, attraverso l’Unità di crisi, ha proposto uno schema di accordo che impegna l’azienda a garantire trasparenza sui trasferimenti e il rientro delle matrici una volta completato il ripristino degli impianti, oltre alla realizzazione degli investimenti necessari per una ripresa in sicurezza. È stata inoltre indicata l’opportunità di approfondire le modalità di sostegno economico ai lavoratori coinvolti, disponibilità che l’azienda ha dichiarato nel corso dell’incontro.
La discussione operativa proseguirà ora al tavolo sindacale, mentre la Regione ha confermato la disponibilità a riconvocare le parti in vista dell’incontro già programmato al Ministero.
Oltre che dall’incontro in Prefettura, la giornata è stata scandita dal presidio dei lavoratori, dall’incontro in Prefettura, dal confronto tra le parti e dall’assemblea di sito. In serata è stato raggiunto un accordo che punta a garantire la copertura salariale durante la cassa integrazione e a definire un percorso per la ripresa produttiva.
L’intesa prevede un aggiornamento settimanale sui lavori di ripristino dopo l’ultimo incendio. L’eventuale trasferimento di matrici dallo stabilimento di Feltre a quello di Oriago, durante il fermo, dovrà essere concordato e verificato dalle Rsu, con una data di rientro stabilita in anticipo per assicurare il ritorno delle attrezzature e la piena operatività delle linee.
Resta confermata la volontà dell’azienda di proseguire nel percorso di cessione del sito, con la ricerca di un compratore già avviata in sede ministeriale. Alla scadenza delle otto settimane è previsto un nuovo incontro per valutare lo stato dei lavori e le prospettive di ripartenza; se gli impianti non fossero pronti, le parti torneranno a confrontarsi per individuare ulteriori misure.
L’accordo è stato approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori e sottoscritto in serata. La sindaca di Feltre, Viviana Fusaro, ha parlato di impegni formalizzati in sede istituzionale: «Oggi sono stati assunti impegni chiari, che verranno seguiti e verificati nel tempo. Dopo le tensioni degli ultimi giorni ripartiamo da qui: da un punto fermo sul futuro dello stabilimento e delle centinaia di famiglie che da esso dipendono, l’intesa raggiunta rappresenta una base concreta da cui costruire, passo dopo passo, i prossimi sviluppi nell’interesse dei lavoratori e del territorio».
Anche il segretario generale della Fiom di Belluno, Stefano Bona, ha commentato l’esito del confronto: «Ringraziamo i lavoratori e le lavoratrici per la loro determinazione e per l’impegno profuso in questi giorni frenetici, senza il loro apporto e la loro unità non si sarebbe potuto raggiungere un accordo in così breve tempo. Come Fiom vigileremo che ogni punto sottoscritto sia garantito e attuato nella sua totalità.».











