Dalle Dolomiti al mondo: la lunga storia dei gelatieri bellunesi

Martedì 24 marzo, un incontro a Belluno ripercorre oltre 150 anni di emigrazione e mestiere artigianale. Al centro la diffusione delle gelaterie in Europa e il valore culturale di una tradizione locale. (foto restaurata con A.I.)
15 Marzo 2026
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In occasione della 13ª Giornata europea del gelato artigianale è in programma a Belluno una conferenza dedicata alla tradizione dei gelatieri del territorio. L’incontro, intitolato «La storia dei gelatieri bellunesi – promozione storica, culturale e turistica del territorio», si terrà martedì 24 marzo 2026 dalle 11 alle 12.30 nella sala Urban Hub di via Caffi.

L’iniziativa prende spunto da una vicenda storica ben radicata nel territorio. Quando si parla di gelato, infatti, il pensiero va spesso alle vallate bellunesi del Cadore e della Val di Zoldo, da cui, attorno alla metà dell’Ottocento, prese avvio un significativo fenomeno migratorio legato alla professione di gelatiere. Nel corso di oltre un secolo e mezzo questa attività ha lasciato numerose tracce: storie di vita, documenti, attrezzature e testimonianze che raccontano lo sviluppo della gelateria artigianale e il percorso di molte famiglie partite da queste montagne.

Il fenomeno non riguarda l’invenzione del gelato in senso stretto, ma la diffusione e l’organizzazione di un mestiere che dalle vallate bellunesi si è progressivamente affermato in molte città italiane e in diversi Paesi europei ed extraeuropei. In una prima fase l’emigrazione interessò soprattutto Cadore e Zoldano, per poi estendersi ad altre aree della provincia di Belluno e dell’Alto Trevigiano. Con il tempo la presenza dei gelatieri bellunesi si consolidò in molte città del Nord e Centro Italia e all’estero, in particolare in Austria, Germania, Olanda e Spagna, oltre che in Sud America, con una presenza significativa in Argentina.

In molte località le gelaterie fondate da famiglie originarie del Bellunese hanno mantenuto nel nome un riferimento ai paesi e alle montagne di provenienza. Questo elemento ha contribuito, indirettamente, a diffondere l’immagine del territorio e della sua tradizione artigianale. Nel corso del tempo si è così formata una rete di attività che ha unito dimensione economica, relazioni sociali e scambi culturali.

Tra le figure legate a questa storia viene spesso ricordato Italo Marchioni, originario di Vodo di Cadore, che nel 1903 negli Stati Uniti brevettò un dispositivo per la produzione industriale di coni e cialde per gelato. Accanto a questo episodio, molti altri gelatieri provenienti dalle vallate bellunesi hanno introdotto innovazioni tecniche e organizzative che hanno contribuito all’evoluzione del settore.

Il patrimonio costruito in oltre 150 anni comprende documenti, testimonianze familiari, attrezzature e conoscenze professionali tramandate nel tempo. Si tratta di una memoria diffusa che oggi viene considerata anche come una possibile risorsa per la valorizzazione culturale e turistica del territorio.

Nel secondo dopoguerra, inoltre, il modello delle cosiddette «Gelaterie venete» si è affermato in molte città del Nord e Centro Italia, diventando un riferimento riconosciuto per la qualità del prodotto artigianale. All’estero, soprattutto nei Paesi di area germanofona, numerose gelaterie fondate da famiglie venete e bellunesi continuano ancora oggi a rappresentare luoghi di incontro e di socialità.

L’incontro del 24 marzo sarà l’occasione per discutere possibili iniziative di valorizzazione di questa tradizione. Tra gli obiettivi indicati vi sono il recupero e la sistematizzazione della documentazione storica, il rafforzamento del legame tra storia produttiva e identità culturale del territorio e la creazione di percorsi che consentano ai visitatori di conoscere le origini della gelateria artigianale bellunese.

Il progetto guarda in particolare ad alcuni luoghi simbolo di questa tradizione: Vodo di Cadore, paese natale di Italo Marchioni; Venas di Cadore, con una documentata storia migratoria legata alla gelateria già dalla metà dell’Ottocento; Pieve di Cadore, sede storica della Mostra del gelato e della Magnifica Comunità di Cadore; Longarone, dove si svolge la Mostra internazionale del gelato; la Val di Zoldo, area da cui partirono molti gelatieri; e Zoppè di Cadore, indicata dalla tradizione come uno dei luoghi di origine dei pionieri del settore.

Nell’ambito delle possibili iniziative si ipotizzano strumenti informativi e percorsi dedicati alle cosiddette «terre dei gelatieri», con pannelli e materiali di approfondimento nelle diverse località, spazi espositivi con documenti e attrezzature storiche, attività didattiche e dimostrazioni. Tra le proposte figura anche la creazione di un museo dei gelatieri affiancato da un centro di documentazione storica e da strumenti digitali dedicati.

Durante l’incontro sarà inoltre presentata la manifestazione «Gelato in festa», a cura dell’Associazione Pro loco di Longarone. Al termine della conferenza è prevista una degustazione di gelato artigianale realizzata in collaborazione con la Gelateria Novecento.

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