A Belluno, negli spazi del Granaio di Villa Buzzati, venerdì 27 marzo alle 18.30 è in programma il secondo appuntamento della rassegna Stampare fuori dalle righe, intelligenza e coraggio dell’editoria indipendente, promossa dall’Associazione culturale Villa Buzzati. L’iniziativa, ideata da Martina Gennari, Alfonso Lentini e Valentina Morassutti nell’ambito del progetto “A casa di Dino”, propone un ciclo di incontri dedicati al mondo dell’editoria indipendente.
Protagonista dell’incontro sarà Il libro delle pipe, testo scritto e disegnato nel 1934 da Dino Buzzati insieme al cognato Eppe Ramazzotti, oggi riproposto dalla casa editrice Henry Beyle. Il volume verrà presentato da Lorenzo Viganò, saggista e curatore delle opere di Buzzati per Mondadori, autore anche della postfazione, in dialogo con Sebastiano Rech Morassutti, nipote dei due autori, che offrirà un ritratto inedito della figura di Ramazzotti.
La scelta del Granaio come sede dell’incontro richiama un episodio legato ai due autori, che in passato avrebbero frequentato questo spazio, alimentandone l’atmosfera suggestiva.
Il libro delle pipe nasce dall’incontro tra competenze e sensibilità diverse. Da un lato Giuseppe “Eppe” Ramazzotti, biologo e studioso appassionato del mondo delle pipe; dall’altro Dino Buzzati, noto per la sua produzione narrativa, qui alle prese con un registro più leggero e ironico. Il risultato è un’opera che intreccia testo e immagini: le tavole in bianco e nero, realizzate dagli stessi autori, accompagnano e ampliano il racconto.
Nella postfazione, Lorenzo Viganò osserva come la pipa diventi un oggetto capace di muoversi «dall’intreccio tra vero e verosimile, tra scienza e finzione, tra cronaca e mistero». In questo gioco di trasformazioni, elementi concreti assumono forme inattese: sezioni di pipe che ricordano mappe, fumi che si animano come presenze, figure che si trasformano in immagini narrative.
Lo stesso Viganò sottolinea come l’opera «sfugge ad una precisa definizione». Non è un manuale né un saggio, ma quella che Buzzati definì nel 1967 un’«operetta didascalica in chiave di umorismo fantastico», un «raffinato divertissement».
La nuova edizione proposta da Henry Beyle si inserisce nel solco di un’editoria attenta alla qualità materiale del libro, dalla scelta della carta alla composizione tipografica, con l’intento di restituire al volume una dimensione curata anche dal punto di vista formale.
Durante l’incontro, negli spazi del Granaio sarà inoltre allestita una piccola esposizione dedicata all’editoria indipendente, con libri, riviste e materiali legati a questo ambito.












