In tempi di dazi, l’export bellunese regge: -0,3% nel 2025

L'occhialeria frena bruscamente, ma corre la filiera del freddo. Exploit per le apparecchiature di controllo (Pexel kaboompics)
a cura di Luigi Gugliemi
23 Marzo 2026
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Le esportazioni della provincia di Belluno chiudono il 2025 con una sostanziale stabilità, segnando una variazione di -0,3% rispetto all’anno precedente per un valore complessivo che supera i 5 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati Istat elaborati dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti.

Il risultato fa media di tendenze opposte. Da un lato l’occhialeria — che da sola rappresenta quasi i tre quarti dell’export bellunese — sconta una riduzione pari a -5,2% determinata soprattutto dal forte calo delle vendite negli Stati Uniti (-39,9%), scese dagli 871 milioni del 2024 agli attuali 524 milioni. Un crollo che il presidente della Camera di Commercio Mario Pozza attribuisce in parte alle riorganizzazioni della catena globale del valore accelerate dai dazi americani: «Per effetto di questa riorganizzazione, una parte storica dei volumi export originati dalla provincia di Belluno possono essere diventati flussi estero su estero, o produzioni localizzate direttamente negli Usa».

Dall’altro lato, la filiera del freddo (macchinari e componentistica elettronica) compensa con una crescita del +13,4% per le apparecchiature meccaniche e un exploit per l’elettronica di controllo, il cui export più che raddoppia rispetto al 2024 (+115,6%, da 124 a 267 milioni di euro). Segnali positivi anche dal mercato Ue, con la Germania in recupero (+9%) e la Francia (+8,2%). «Le nostre aziende hanno saputo compensare la frenata negli USA con nuove direttrici geografiche», sottolinea Pozza. Spiccano in particolare le crescite a doppia cifra verso il Messico e gli Emirati Arabi Uniti». Dinamica analoga per la provincia di Treviso, che chiude a -0,6% con l’export di macchinari in crescita del +3,4%.

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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