L’ipotesi di soppressione del Palazzo di Giustizia di Belluno, avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati, ha suscitato la reazione delle istituzioni e delle categorie economiche del territorio. Il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin la definisce «semplicemente impensabile»: «Parliamo di un presidio fondamentale per il nostro territorio, per la tutela dei diritti dei cittadini e per la tenuta stessa di una provincia interamente montana che, non va dimenticato, è la più estesa del Veneto. Pensare che i cittadini bellunesi, dal Comelico al Cadore, dall’Agordino al Feltrino, possano essere costretti a fare riferimento a Treviso per l’accesso alla giustizia è uno scenario che considero semplicemente impensabile».
Sulla stessa linea Appia CNA Belluno, Confcommercio Belluno Dolomiti, Confindustria Belluno Dolomiti, Confagricoltura Belluno e Coldiretti Belluno, che sottolineano come il Tribunale sia un punto di riferimento non solo per i residenti ma anche per le imprese, sia per la specificità dell’economia montana sia per i costi aggiuntivi che comporterebbero gli spostamenti verso i tribunali di pianura.
Sia il sindaco che le associazioni indicano la stessa via d’uscita: la Legge sulla montagna approvata nel settembre 2025, che all’articolo 9 prevede misure per la copertura delle piante organiche dei tribunali nelle aree montane disagiate attraverso procedure di mobilità del personale. «È il momento di dare piena attuazione a quella norma», afferma De Pellegrin. «Belluno ha già pagato un prezzo alto in termini di progressiva riduzione dei presidi di prossimità. Non possiamo permetterci ulteriori arretramenti».










