La frazione di Baldenich, convocata nella serata di giovedì 2 aprile nella Sala De Luca a Borgo Prà, apre alla possibilità di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale sulla vicenda dell’ex area Agip. Sono stati 79 i convenuti, accomunati dalla preoccupazione per il destino dell’area, dopo il recente voto del Consiglio comunale. A illustrare i contenuti è stato il capofrazione, Luigi Filippo Daniele, che – si legge nel comunicato del Comitato di frazione – «ha ripercorso punto per punto le questioni sollevate dai cittadini, contestando le risposte dell’Amministrazione comunale».
Sono stati affrontati anche aspetti tecnici, dalla Valutazione ambientale strategica (Vas) alle opere di urbanizzazione primaria, fino alla bonifica dell’area e al parere della Commissione regionale Vas con le relative prescrizioni. Diversi gli interventi dei cittadini presenti.
Sul tema della bonifica si sono concentrate i principali rilievi degli intervenuti, evidenziando anche alcune perplessità formali in merito agli interventi effettuati sull’area e alla documentazione: «Elementi che, se confermati, aprirebbero interrogativi sulla completezza e sulla verificabilità delle procedure dichiarate», sottolinea il comunicato.
Il passaggio più significativo è arrivato al termine dell’assemblea, quando è stato sottoposta a votazione l’eventuale ricorso al Tar contro la delibera consiliare di approvazione del Pua. L’esito è stato ampiamente favorevole, con un solo voto contrario, due astenuti e un cittadino che non ha partecipato al voto. I presenti hanno quindi espresso un «appoggio morale» alla possibilità di intraprendere un’azione legale.
Sarà ora necessario – viene precisato – individuare un legale e verificare la sussistenza degli elementi giuridici. Tra i punti segnalati, «il possibile utilizzo del contributo compensativo al di fuori del perimetro del Pua», ritenuto in contrasto con la ratio della legislazione, «alcune presunte incongruenze della variante con gli obiettivi del Piano degli Interventi». Sono stati inoltre sollevati interrogativi sull’equilibrio tra interesse pubblico e privato.
Infine l’assemblea ha delegato il capofrazione a presentare richiesta formale all’Arpav per sollecitare un’analisi preliminare del sottosuolo dell’area ex Agip, da effettuare prima di ogni intevento e con urgenza, in relazione alle «riserve già espresse a livello regionale sulla possibile contaminazione del sito».
Resta da chiarire chi potrà farsi carico di un eventuale ricorso, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello organizzativo ed economico, anche se sarebbero già presenti soggetti interessati e legittimati ad agire. La posizione emersa dall’assemblea rappresenta comunque un ulteriore sviluppo in una questione molto sentita nel quartiere.










Una risposta
Mettetevela via, il supermercato si farà.