Educare alla quarta rivoluzione industriale, alla trasformazione digitale attualmente in corso e alle sfide del prossimo futuro. Questi gli obiettivi del ciclo di seminari rivolto ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado bellunesi e promosso nell’ambito delle iniziative del Digital Innovation Hub Belluno Dolomiti. Le lezioni – tutte in presenza nel rispetto delle normative anti-Covid – si stanno tenendo nella sede del Dih presso l’Itt Negrelli-Forcellini di Feltre: iniziate lo scorso 1° ottobre andranno avanti, una volta alla settimana, fino al 16 novembre.
L’hub feltrino, progetto finanziato dal Fondo Comuni Confinanti, continua quindi la sua attività di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’innovazione, coinvolgendo tutti i soggetti del territorio, come imprenditori, studenti, famiglie, dipendenti della Pubblica Amministrazione, amministratori locali.
«Il vasto programma di formazione messo in campo dal Dih Belluno Dolomiti, finanziato anche con fondi di area vasta in dotazione alla Provincia, porterà frutti immediati e nel tempo», commenta la consigliera provinciale delegata all’istruzione, Serenella Bogana, «credo che proprio il corso rivolto ai docenti sia importante. Innanzitutto perché si rivolge a coloro che materialmente accompagnano il percorso di crescita dei nostri ragazzi. E poi perché apre prospettive nuove a livello territoriale in tutto quello che è la digitalizzazione, che non serve solo alle imprese e all’economia, ma giocoforza è diventata una componente fondamentale della vita di ognuno di noi. I corsi sono dedicati ai temi della transizione e tarati sulle esigenze delle aziende. Questo significa programmare concretamente il futuro», spiega Bogana.
«Il ruolo degli insegnanti delle scuole superiori è delicatissimo», spiega Stefano Giacomelli delegato all’Innovazione di Confindustria Belluno Dolomiti, «non solo devono trasmettere competenze in continua evoluzione – e quindi tenersi costantemente aggiornati – ma anche sostenere e guidare gli studenti nella fase della scelta, che sia quella di entrare nel mondo del lavoro o di proseguire negli studi. I docenti sono sempre più protagonisti di un corretto orientamento e di un giusto raccordo tra mondo della scuola e mondo dell’impresa. Sappiamo benissimo quanto questa partita sia fondamentale nel Bellunese, dove le imprese sono alla continua ricerca di figure tecniche specialistiche».
La quarta rivoluzione industriale non riguarda però solo il manifatturiero ma tutto il comparto dei servizi, a partire dal turismo, che si deve preparare all’appuntamento con le Olimpiadi 2026.
Proprio per questo, il ciclo di seminari vede alternarsi docenti e collaboratori dell’Università di Trento scelti in modo da rappresentare in maniera multidisciplinare tutti i temi della transizione 4.0: dalla digitalizzazione dei processi produttivi manuali alle nanotecnologie, passando per l’intelligenza artificiale e lo smart manufacturing nel campo dell’automazione. E ancora, blockchain, stampa 3D, l’Internet delle cose (il cosiddetto IoT). Tutti argomenti che sono contestualizzati sul territorio e sulla realtà delle aziende.
«Educare i docenti alla quarta rivoluzione industriale significa trasferire loro non solo conoscenze aggiornate, ma anche un nuovo metodo di lavoro, la capacità di risolvere problemi complessi, la tecnologia infatti è un elemento necessario, ma non sufficiente. Anche in un mondo digitalizzato, il fattore umano fa la differenza», conclude Giacomelli.
Le prossime lezioni in calendario si occuperanno di prototipazione e smart manufacturing (22 ottobre), nuovi modelli di business per l’industria 4.0 (5 novembre), servitizzazione (12 novembre), digitalizzazione dei processi produttivi manuali (16 novembre).
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