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venerdì 30 Gennaio 2026,

Pnrr, il Comune di Belluno si unisce alla richiesta di una proroga

Il sindaco Oscar De Pellegrin sottolinea che si rischia la paralisi del sistema visti i tempi stretti, i costi in aumento, i pochi tecnici.

Pochi tecnici, tempi stretti, costi in aumento. «Ci uniamo all’appello dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani – dichiara il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin – e chiediamo al Governo una proroga, semplificazioni nelle procedure e la possibilità di assunzioni che vadano oltre il 2026: i Comuni non possono essere lasciati soli davanti ad una partita così importante e attesa. I ritardi? Non sono imputabili ai Comuni». Così il primo cittadino della città capoluogo sostiene l’appello dell’Anci e di tanti Comuni italiani messi in difficoltà dall’iter del Pnrr. Sono 26 i progetti portati avanti da Palazzo Rosso, l’obiettivo è quello di metterli a terra tutti, ma gli ostacoli quotidiani sono tanti e stanno mettendo in forte difficoltà la macchina comunale.

Il primo ostacolo è il caro prezzi delle materie prime, che ha gonfiato i costi rispetto al 2021, quando l’iter ha preso il via; per alcune opere è già chiaro il nuovo quadro economico, per altre sono in corso i calcoli per capire come adeguare l’intervento ai nuovi costi, se è possibile integrare il fondo con disponibilità comunali o se sia necessario ridimensionare il progetto. La riqualificazione del Polisportivo, per esempio, richiede oggi maggiori fondi per 1,5/2 milioni di euro. Alla difficoltà a far quadrare i conti si aggiunge la carenza di tecnici e, si prevede, anche di ditte interessate agli appalti, oltre alla complessità burocratica dei procedimenti (Regis). «L’inserimento dei dati è agganciato a più portali, il procedimento è molto lungo e complesso, porta via ore e ore di lavoro – spiega il sindaco, Oscar De Pellegrin -. Inoltre mancano tecnici preparati e anche la possibilità di assumere personale non sta portando grandi benefici perchè il lavoro nel pubblico non sembra più così appetibile: all’ultimo concorso si sono iscritti in 24, ma si sono presentati in 3, tutti già dipendenti di altri Comuni».

«Per attuare i progetti del Pnrr servono tante componenti – aggiunge il primo cittadino – servono progettisti, servono soldi, tecnici e ditte che eseguano i lavori. In questo momento gli uffici sono sotto pressione, stanno facendo di tutto per mandare avanti l’iter e adeguare i progetti ai nuovi quadri economici, ma i costi in aumento stanno mettendoci in difficoltà. Il prezzario 2023 è stato approvato proprio mercoledì dalla giunta regionale, i fondi per alcuni interventi potrebbero rilevarsi insufficienti a garantire il raggiungimento del target o l’appetibilità dell’appalto. Infine, il dramma delle tempistiche: c’è molto poco tempo per portare a termine tutto e prevediamo rallentamenti causati, per esempio, dalla difficoltà di trovare ditte disponibili, perché gli appalti sono molti e facilmente non ci sarà la corsa ad accaparrarsi i cantieri. Qui si rischia la paralisi di tutta l’operazione e l’Italia non se lo può permettere. Chiediamo un differimento immediato di almeno tre mesi, gli enti locali sono al collasso e rischiano di perdere un treno importante per lo sviluppo del Paese, per la sua economia. La proroga è un atto dovuto, sui ritardi del Pnrr i Comuni non hanno nessuna responsabilità».

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