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mercoledì 4 Febbraio 2026,

Martedì 2 apre la mostra «Buona notte, ghiacciai»

Uno scienziato di Cnr-Isp osserva una carota di ghiaccio (Foto Riccardo Selvatico)

Martedì 2 gennaio alle 14 sarà inaugurata al Lagazuoi Expo Dolomiti di Cortina d’Ampezzo la mostra «Buona notte, ghiacciai», il progetto “Ice Memory” riconosciuto dall’Unesco e realizzato in collaborazione con Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia e Istituto Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche Cnr. Per l’occasione Carlo Barbante e Jacopo Gabrieli, rispettivamente direttore e ricercatore dell’Istituto Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche Cnr, insieme a Stefano Illing ideatore di Lagazuoi Expo Dolomiti, accompagneranno i visitatori nella scoperta di un contesto estremo, ai confini del mondo: “dentro” i ghiacciai. L’accesso alla mostra sarà libero, chi desidera partecipare all’inaugurazione deve inviare un’email a lagazuoiexpo@doc-com.it. Per tutti gli accreditati, previa e-mail di conferma da parte dell’organizzazione, la salita e discesa in funivia per partecipare all’opening sarà gratuita.

La mostra racconta il passato più remoto e ci spinge ad immaginare come sarà il futuro. Il riscaldamento globale sta mettendo in pericolo i ghiacciai, che custodiscono informazioni riguardanti la storia del clima e dell’ambiente. Un patrimonio che ci permette da un lato di indagare sul passato del nostro pianeta e dall’altro di migliorare la nostra capacità di prevedere le conseguenze future del cambiamento climatico, orientando così le nostre scelte. Su queste dal 2015 si è sviluppato il progetto “Ice Memory”, che vede affiancarsi varie equipe internazionali.

Gli scienziati stanno prelevando, sulle Alpi e in altri punti del pianeta, delle carote di ghiaccio, cilindri di 10 centimetri di diametro. È grazie a campioni come questi che è possibile ricostruire la variabilità naturale del clima prima che le emissioni industriali e il gas serra inneschino un innalzamento accelerato delle temperature globali. Analizzando le carote è possibile comprendere come il pianeta reagisca a questi fenomeni: un’informazione di fondamentale importanza nel momento in cui occorre decidere quali azioni intraprendere per mitigare i danni causati dal cambiamento climatico. Questi campioni di ghiaccio verranno poi trasferiti in una remota area dell’Antartide utilizzata come “frigorifero” naturale. Qui nascerà un archivio che nei decenni a venire potrà essere analizzato senza limiti di tempo dalle future generazioni di scienziati.

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