
Resta cieco chi indurisce il proprio cuore
Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe». (immagine dalla basilica dei santi Nereo e Achilleo in Milano)

Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe». (immagine dalla basilica dei santi Nereo e Achilleo in Milano)

Il simbolo dell’acqua attraversa la Bibbia e rivela in Gesù la risposta ai bisogni più profondi del cuore umano. (nell’immagine, particolare della “Samaritana” di Sebastiano Ricci, Museo Fulcis di Belluno)

In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gn 12,1-4).

Dalla Genesi alle tentazioni di Cristo: il limite come verità dell’uomo. Il male seduce, ma Dio cerca e salva. Nel deserto Gesù spezza l’inganno senza compromessi.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17).

Sul Monte delle Beatitudini Gesù non lancia un ideale futuro, ma affida un’identità presente: pochi discepoli diventano sapore contro la corruzione e luce discreta per il mondo. (immagine generata con AI)

Non promesse miracolose ma un nuovo sguardo sulla vita: sul monte di Galilea Gesù lega povertà e persecuzione a una gioia fondata su Dio e su un futuro affidabile.

Matteo rilegge Isaia e colloca la luce nella Galilea pagana: il Vangelo nasce dal popolo di Israele e ne compie le promesse. Gesù proclama il Regno già presente e chiama ciascuno per nome, alla libertà del sì.

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!» (Gv 1,29).

«Il mio Servo non griderà né urlerà, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà la canna incrinata, né spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta» (Isaia 42,2).