L'Amico del Popolo digitale

Alpago 37 L’Amico del Popolo 25 dicembre 2025 - n. 51 Dai nostri paesi DETRAZIONI FISCALI Rivenditori autorizzati di caminetti da esterno di Alvis Antiga e Denis D’Incau F/80P Altezza: 60 cm Larghezza: 80 cm Profondità: 85 cm Scarico fumi superiore dx o sx a richiesta Sono lo slittino modello anni Cinquanta, al fério in dialetto, uscito dalle mani di Bepi Caneve di Bastia su richiesta del cognato Graziano Tollot di Farra. La moglie Rosa mi custodisce nella rimessa di famiglia insieme a pale e arnesi da lavoro. Naturalmente la mia vita è legata alla neve che ogni anno si fa attendere e arriva ultimamente di rado. «Arnese di legno a guisa di veicolo senza ruote, ferrato di sotto, su cui i fanciulli vanno per balocco sdrucciolandosi». Così vengo definito sbirciando tra i documenti della Biblioteca civica di Belluno. L’artigiano che mi ha ridato vita non lo ha fatto solo per nostalgia dei tempi che vedevano paesaggi imbiancati per diverse settimane invernali, ma per tenere vivo il desiderio di poter ancora utilizzarmi sulle vecchie piste intorno al paese e veder sorridere i bambini in un gioco libero e divertente. Per i più piccoli c’era la schirata o la benca e la luia per i grandi, modelli accomunati dai fer (pattini) ricavati spesso dai dorsi d’acciaio delle vecchie falci in disuso. Come vorrei sentire ancora l’urlo gioioso, «cavaaaaa», di chi stava per lanciarsi sulla pista ghiacciata improvvisata o già ben battuta, a cavalcioni o in pancia su di me, azionando una stanga (magari anca al scalon dei fasoi) per dare direzione alla discesa. Sulla pista, la luda, si volava e io ero contento di fare felici soprattutto i bimbi che rientravano poi a casa con mani e piedi un po’ doloranti per il freddo, ma soddisfatti e pronti per una calda merenda con tutti i piccoli dello stesso cortile. Pur essendo uno degli sport invernali più antichi lo slittino, nella versione «doppio femminile», esordirà solo ai Giochi di Milano - Cortina fra poche settimane... penso sulla stessa contestata pista delle gare di bob. Al di là delle polemiche, da parte mia, caro «fratello slittino olimpico» ti auguro di portare gioia e di dare il meglio di te, sperando di tornare in pista anch’io, magari nelle vacanze di Natale? E gioia sia! «robe che conta» ALPAGO - Lo slittino modello anni Cinquanta, al fério, uscito dalle mani di Bepi Caneve di Bastia. di Paola Barattin la rubrica - La famiglia Tollot lo custodisce insieme a pale e arnesi di lavoro Dal cortile ai Giochi: il sogno del «fério» La magia dello slittino anni Cinquanta alpago Pieve, spogliatoi presto rinnovati Un intervento atteso dalla comunità sportiva locale sta per partire: il Comune di Alpago ha annunciato l’avvio della riqualificazione degli spogliatoi del complesso sportivo di Pieve. Il progetto nasce dal confronto con la dirigenza del Calcio Alpago, avviato all’inizio del 2025 per individuare le principali esigenze della struttura. Il Comune ha partecipato al bando della Regione del Veneto sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027, ottenendo un finanziamento di duecentomila euro. A questa somma si aggiungono 230 mila euro di cofinanziamento comunale, resi disponibili grazie alle risorse derivanti dalla fusione dei Comuni attiva dal 2016. Il progetto di Alpago è stato uno dei soli due finanziati in tutta la provincia di Belluno. Il complesso sportivo ospita due campi da calcio, un campo polivalente coperto (il Palapieve), un campo da tennis in sintetico, spogliatoi, servizi, magazzini e un bar con terrazza, ed è utilizzato quotidianamente da associazioni locali e di Comuni limitrofi. Nonostante i lavori già realizzati negli anni scorsi, il blocco spogliatoi, costruito nei primi anni ’80, necessita di un intervento mirato a causa dell’usura e dell’intenso utilizzo. Il progetto prevede la sostituzione di serramenti interni e esterni, il risanamento e la tinteggiatura delle superfici, l’impermeabilizzazione delle coperture e il rinnovo delle lattonerie. L’impianto elettrico sarà adeguato con nuovi quadri, linee di illuminazione ordinaria e di emergenza e sistemi moderni di estrazione dell’aria. Sul fronte idrotermosanitario, sono previsti nuovi sistemi di riscaldamento, pannelli doccia e sostituzione dei sanitari, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica, ridurre le spese di gestione e garantire ambienti più sicuri e funzionali. Il cronoprogramma del bando prevede l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 dicembre, con lavori programmati per limitare al minimo le interferenze con le attività sportive. Al termine dell’intervento, la struttura sarà completamente rinnovata e più accogliente per atleti, studenti e associazioni. Il sindaco Alberto Peterle ha sottolineato l’importanza di valorizzare le strutture esistenti: «Prima di progettare nuove strutture, è fondamentale migliorare quelle già presenti, garantendo ai nostri giovani spazi adeguati per allenarsi e socializzare». M.R. ALPAGO - Gli spogliatoi del complesso sportivo di Pieve. alpago - Il gruppo di lavoro composto da ragazze e ragazzi diventati maggiorenni A Farra il presepe fatto dai giovani Jennifer: «In questi anni emergono nuove sensibilità e disponibilità» In questo periodo dell’anno le chiese del nostro territorio si arricchiscono di rappresentazioni che celebrano artisticamente la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. Installazioni mai banali ma al contrario ricche di spiritualità e fede. Ognuna di esse potrebbe narrare una storia diversa. In queste righe vogliamo raccontare quella del presepe della chiesa arcipretale di Farra d’Alpago. Abbiamo chiesto a Jennifer Bortoluzzi di prestare la sua voce per raccontarci questa storia che si affaccia sulle sponde del lago di Santa Croce. Jennifer si occupa da sedici anni di coordinare il gruppo di lavoro che allestisce nel mese di dicembre il presepe. Questo gruppo è diverso di anno in anno in quanto è composto dalle ragazze e dai ragazzi che nel corso dell’anno sono diventati maggiorenni. Fino a qualche decennio fa il gruppo di coscritti si recava dal parroco di Farra e si faceva dare le direttive su come allestire la scena sacra. Poi in autonomia procurava il materiale e metteva insieme statuine e decorazioni fino a ottenere, in un paio di giorni, il risultato finale. Un gruppo compatto e coeso che, oltre a fare festa per il traguardo significativo, si rendeva utile in occasioni come quella del presepe nella chiesa parrocchiale e quella delle processioni nel tempo pasquale. Jennifer ci racconta che, da quando faceva lei parte del gruppo di coscritti, ha continuato a collaborare prestando il suo tempo per coordinare il gruppo. I ragazzi si ritrovano in chiesa a Farra in un giorno che viene deciso insieme in base alla disponibilità di Jennifer e dei coscritti. Questa giornata di norma non è mai prima dell’8 dicembre, in cui tradizionalmente a Farra viene celebrata la Cresima. Quest’anno in via eccezionale il parroco don Lorenzo ha pensato di far allestire il presepe prima di quella data. I coscritti neomaggiorenni di quest’anno si sono ritrovati con Jennifer e altri due giovani aiutanti Marco e Anna, sabato 29 novembre. L’allestimento di questo presepe cerca ogni Natale di rappresentare la Natività in tutta la sua umiltà. Per questo si evita di inserire elementi troppo scenografici. Nonostante questo, la creatività di Jennifer non viene messa in secondo piano e quindi c’è modo di togliere o aggiungere qualcosa per fare in modo che non sia tal quale all’anno precedente. Fino a non molti anni fa Jennifer era aiutata anche da suor Maria Gina che dava una preziosa mano nel disporre statuine, costruzioni e materiali di decoro. Jennifer ci racconta che in questi anni ha notato un cambiamento nella disponibilità e nella sensibilità dei ragazzi. Sempre di più i ragazzi non sono assidui praticanti della Chiesa e tanto meno è probabile che allestiscano un presepe nella propria casa. Per questo motivo sembra venir meno il sentimento religioso di questa generazione che quindi si limita in certi casi a fungere da “manovalanza”. L’augurio di Jennifer è comunque intriso di speranza perché questi ragazzi - certamente in numero costantemente in diminuzione visto il calo continuo di nuovi nati - riacquistino la gioia di far parte della comunità prestando il proprio tempo volentieri e con entusiasmo. In un contesto comunque di ridimensionamento di questa tradizione, i parrocchiani esprimono approvazione con l’auspicio che venga portata avanti ancora per tanti anni. Sicuramente aiuta tutti a riflettere sui cambiamenti di questa nostra società, sui cambiamenti nelle sensibilità delle nuove generazioni e su cosa di vero e autentico vogliamo preservare e tramandare. Paolo Sitran ALPAGO - Un particolare del presepe allestito in chiesa a Farra.

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