Longaronese e Zoldo 36 Dai nostri paesi L’Amico del Popolo 25 dicembre 2025 - N. 51 il gemellaggio Ivo e Claudia da Selva al Brasile «Non è stata una vacanza, è stata un’esperienza di vita». Con queste parole, Ivo Torre e la moglie Claudia hanno descritto il loro primo viaggio in Brasile, in occasione del Gemellaggio tra Val di Zoldo e le comunità italo-brasiliane rappresentate dall’associazione «Amici di Forno di Zoldo». Durante la settimana trascorsa per festeggiare questa ricorrenza, i due coniugi hanno vissuto giornate indimenticabili, a contatto con i discendenti delle famiglie bellunesi partite per l’America oltre cent’anni fa. «Un’accoglienza che al giorno d’oggi può apparire insolita, con porte sempre aperte, come se fossero un’unica famiglia: mi è sembrato di tornare indietro nel tempo», ha spiegato Claudia. «Le persone, appena sentivano parlare in italiano, si avvicinavano: è un legame che sentono ancora». Ivo e Claudia sono di Selva di Cadore, dove l’emigrazione, come da loro raccontato, ha interessato altri Stati e continenti (l’America del Nord e l’Australia), ma grazie a un amico sono venuti a conoscenza dei festeggiamenti per il 30° gemellaggio con la Val di Zoldo. Invitati dall’associazione “Amici di Rio Jordão”, hanno deciso di unirsi alla delegazione, mai come questa volta proveniente da varie parti del Bellunese. Nel corso della loro permanenza sono stati ospitati da tre famiglie e hanno visitato città come Florianopolis, Sideropolis, Urussanga, Nuova Venezia e Treviso. «Quando siamo arrivati, dopo il viaggio in aereo, siamo stati accolti con grande ospitalità dalla prima famiglia: ci hanno servito la minestra che avevano preparato per noi, anche se erano le tre di notte», ha ricordato con affetto Ivo Torre. L’organizzazione e la disponibilità sono i due elementi che più hanno colpito i Torre: «Il programma era molto ricco grazie all’operato dell’associazione brasiliana Amici di Forno di Zoldo, e alcune persone si sono prese il tempo di accompagnarci per giorni e giorni». Tra queste, Nair Zanini e Giovanna De Pellegrin. Dopo l’arrivo a Florianopolis, il gruppo si è spostato a Sideropolis, dove a Rio Jordão è stato accolto con una cena al ristorante Nonno Agostino, ritrovando e conoscendo chi da trent’anni mantiene attiva l’associazione gemella Amici di Forno di Zoldo. In seguito, i Bellunesi hanno avuto occasione di conoscere il frutto della collaborazione tra l’associazione zoldana e quella brasiliana, come la scuola Miguel Lazzarin, dove si insegna l’italiano, e l’istituto per persone con disabilità (Apae). Nelle iniziative conviviali, tra cui la “Festa del maiale”, la feijoada con la famiglia Bellunese e il rinfresco allestito dall’amministrazione comunale, come negli incontri di tutti i giorni, hanno preso parte a una realtà molto diversa da quella italiana, con un ambiente e abitudini differenti, ma che parlava veneto. «Siamo stati in una piantagione di banane, una novità per noi. Il proprietario si rivolgeva a noi in un perfetto dialetto veneto», ha continuato Claudia, «i suoi fratelli sono venuti in Italia per conoscere le loro origini, lui ancora no e spera di riuscirci un giorno». L’evento del gemellaggio si è concluso con la Santa Messa presso la chiesa di San Floriano a Rio Jordão, celebrata da Padre Gelso Lazzarin, di chiare origini zoldane. Dopo le celebrazioni, è stato molto sentito il momento di raccoglimento sulla tomba di Padre Herval Fontanella, che nel 1992, con Roberto Pra, ha favorito i primi scambi tra le due comunità. Dove riposa Padre Herval, l’associazione zoldana ha voluto posare la terra della Val di Zoldo, come gesto simbolico di fratellanza. «Non possiamo che parlare positivamente di questa esperienza», hanno concluso i signori Torre. «Abbiamo conosciuto persone che amano il nostro paese in maniera spontanea. In più abbiamo visto persone che, anche se avanti con l’età e già con un percorso di studi notevole, avevano ancora molta voglia di imparare, di approfondire la lingua italiana e le proprie origini». Silvia De Fanti VAL DI ZOLDO - L a delegazione italiana in Brasile. Le Dolomiti come non si sono mai viste. Nell’ultima domenica del 2025, 28 dicembre, e nel primo fine settimana del nuovo anno, sabato 3 e domenica 4 gennaio 2026, apre al pubblico la mostra fotografica «Visioni nascoste delle Dolomiti», ospitata nello storico Mulino di Zoppè di Cadore. Un’esposizione che unisce immagini e luogo in un’atmosfera suggestiva e quasi fiabesca. Le immagini raccontano il paesaggio dolomitico attraverso la ricerca della luce migliore, dall’alba al tramonto. La particolarità della mostra sta nel suo carattere esclusivo: le fotografie esposte, infatti, sono state realizzate appositamente per il Mulino, sono opere uniche e non sono visibili né sui social né sul sito dell’autore. Chi non potrà visitare la mostra nei tre giorni previsti può contattare l’autore per concordare aperture aggiuntive su prenotazione. Arriva la rivoluzione dei cassonetti per secco e umido, con obbligo di tessera elettronica per il secco. Entra, infatti, nel vivo il percorso di modernizzazione della raccolta rifiuti avviato alcuni anni fa grazie alla collaborazione tra Ecomont e l’Unione Montana Cadore-Longaronese-Zoldo, che hanno intercettato risorse del Pnrr per rinnovare le infrastrutture e puntare su un sistema più efficiente e sostenibile. Il Comune si prepara a una fase concreta di questo progetto: nelle aree ecologiche sono già operativi o stanno arrivando i nuovi contenitori stradali per il secco non riciclabile e per l’umido, come illustrato nel materiale informativo diffuso da Ecomont. Una novità che segna l’inizio del graduale superamento del vecchio bidone individuale del secco, che sarà operativo fino al 31 dicembre 2025. «Oggigiorno il rifiuto è una risorsa e possiamo trasformarlo in valore solo se la raccolta differenziata viene fatta bene e da tutti», afferma il consigliere comunale con delega all’Ambiente, Alberto Bortoluzzi. «Quando ognuno fa la propria parte, l’intera comunità ne beneficia, nell’ambiente che la circonda e nei costi che sostiene. Ma basta davvero poco per vanificare il lavoro attento di tante famiglie che conferiscono i rifiuti con cura. Ecco perché questi incontri sono importanti: ci permettono di ritrovarci, confrontarci e capire insieme le novità e trovare soluzioni condivise ai piccoli problemi e inconvenienti quotidiani. È in momenti così che Longarone diventa comunità, si riconosce e si muove unita verso lo stesso obiettivo. Se camminiamo insieme, il risultato arriverà» Nei prossimi mesi Ecomont distribuirà le tessere elettroniche per accedere al contenitore del secco, mentre dal 31 dicembre sarà abolita la raccolta bisettimanale dei bidoni domestici del secco. Tutto questo sarà poi il prodromo per l’arrivo di una nuova tariffa rifiuti che dal 2027 sarà calcolata direttamente da Ecomont e non più dal Comune. Enrico De Col LONGARONE - Rivoluzione nella raccolta dei rifiuti dal 1° gennaio 2026 Addio al bidone del secco Dal 2027 la tariffa non sarà calcolata più dal Comune, ma da Ecomont è stato inaugurato a Longarone l’albero di Natale della sicurezza sul lavoro. Un’iniziativa Anmil, sposata dal Comune di Longarone. «L’albero in piazzetta Urussanga è dedicato a tutte le vittime del lavoro e ai loro familiari», spiega il sindaco Roberto Padrin. «Abbiamo voluto alzare l’attenzione su questo tema. Del resto a Longarone è collocata la più grande zona industriale della provincia. Ringrazio l’ufficio tecnico e la squadra operai per il bellissimo allestimento». L’albero è stato ideato dal maestro Francesco Sbolzani, in collaborazione con Anmil. È formato dai colori verde, bianco e rosso della bandiera italiana, che all’articolo 1 della Costituzione pone il lavoro al centro. Ci sono tre caschetti gialli come la stella cometa, simbolo di illuminazione, speranza e sicurezza. E ci sono tre segni neri, che rappresentano le tre morti sul lavoro che avvengono ogni giorno in Italia. Alla base l’oro, a rappresentare il valore sacro della vita, da proteggere sempre. E.D.C. L’inaugurazione con i vertici di Anmil Veneto e del Comune. zoppè di cadore - Al Mulino le fotografie di Andrea Sagui Le Dolomiti nascoste Scatti alla ricerca della luce migliore, in un luogo unico longarone - In piazza Urussanga l’albero di Natale della sicurezza sul lavoro Caschetti al posto di abete e palline Il giallo della stella, il nero della morte, il tricolore e l’oro per il valore della vita LONGARONE - I cassonetti per i rifiuti. il vecchio bidone individuale del secco e la raccolta bisettimanale sarà operativo fino al 31 dicembre. poi si cambia «oggi il rifiuto è una risorsa, ma possiamo trasformarlo in valore solo con la raccolta differenziata» Andrea Sagui.
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