L'Amico del Popolo digitale

Agordino L’Amico del Popolo 25 DICEMBRE 2025 - N. 51 35 Dai nostri paesi agordo-falcade - L’esito dell’indagine nazionale Eduscopio, indicatori da podio Follador-De Rossi, qualità al top Il preside: «Un traguardo ripetuto negli anni non è frutto del caso» Da due decenni i volontari della Protezione Civile rappresentano un punto di riferimento per la sicurezza e il servizio alla comunità, operando con dedizione e senso civico. E la comunità ha celebato il 20° anniversario della fondazione del Gruppo Comunale, istituito nel 2005, con la cerimonia di sabato 20 dicembre. Dopo un momento di preghiera in memoria dei volontari scomparsi e la benedizione del nuovo mezzo Jeep Renegade donato dalla Regione del Veneto, in sala maestro Gianni De Col la cerimonia istituzionale con la consegna di riconoscimenti a volontari, ex coordinatori ed enti che distintisi per il loro contributo. La riconoscenza per l’impegno costante del Gruppo è stata testimoniata nell’incontro con la comunità. L.S. VOLTAGO – Ricordo di un incontro del gruppo di P.C. del 2017. (Foto Duilio Da Campo) agordino - Il nuovo libro di Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore dal 2009 al 2024 «Fuga dalla montagna», reagire ma subito Un scenario fortemente mutato nel giro di pochi decenni, il dato demografico è preoccupante voltago agordino - Il Gruppo comunale è nato nel 2005 Vent’anni di Protezione civile La Regione ha donato un nuovo mezzo Jeep Renegade Poco prima di entrare nell’agone delle elezioni regionali di novembre, nelle quali è stato candidato, Andrea De Bernardin, sindaco per 3 mandati (2009-2024) di Rocca Pietore, ha dato alle stampe il libro «Fuga dalla Montagna», una cruda ma reale disamina con un titolo che richiama scenari di inquietanti pellicole. Invero, in questo caso, il malessere riguardo ai problemi che gravano sul nostro territorio è tutt’altro che elemento di un canovaccio cinematografico: si tratta di un problema di sopravvivenza di una identità sociale, quale noi siamo. Suddiviso in una serie di capitoli ben impostati, il testo ha un avvio subito pragmatico e volto a mitigare faticosamente lo scenario fin dalla presentazione, parlando di una situazione che in un «prossimo, vicinissimo futuro» sarà irreversibile, se priva di interventi. La prosa è semplice ed efficace nel descrivere un mondo in cui noi montanari maturi ci ritroviamo, quando viviamo il cambiamento dell’attualità rispetto a ciò che fino a cinquant’anni offriva lo scorrere delle stagioni, prima dell’industrializzazione del turismo, quando i forestieri tornavano in pianura e i residenti riprendevano le loro antiche abitudini. Oggi non è più così, è giusto, ma il cambiamento è stato prodotto anche dai nuovi e drastici assetti demografici, che hanno impoverito la montagna: con sempre meno servizi per i residenti e le strade per i luoghi più disagiati diventate vie per abbandonarli. Tutto questo è presente nel susseguirsi delle pagine, anche nel confronto con le Province autonome nelle quali la popolazione cresce, mentre la nostra a statuto ordinario è impacchettata da vicini con l’erba sempre più verde (pure non sempre così verde...). Bene, benissimo anche le tabelle demografiche e i diagrammi di Patrizia Gabrieli, che diventano un patrimonio collettivo frutto di uno studio accurato. Numerosi sono i passaggi importanti: ben evidenti nella loro semplicità come riguardo alla conservazione delle piccole attività commerciali, ormai quasi scomparse, essenziali per la sopravvivenza delle comunità più disagiate: passaggi che contengono locuzioni di una disarmante e proverbiale obiettività. Insomma, in formato tascabile, «Fuga dalla Montagna» con il sottotitolo «Elogio funebre o nuovo futuro?» è un “breviario” dove sottolineare frasi di assoluto riferimento: per un saggio “storico” com’è questo libretto un altro valore aggiunto è il corpo del carattere: chiaro e adatto a esser letto anche da chi occhio di lince non è. Giorgio Fontanive Il “Follador-De Rossi” ancora una volta al top. Anche quest’anno, infatti lo studio Eduscopio della Fondazione Agnelli, piattaforma digitale che pubblica i dati aggiornati sulle scuole secondarie di II grado, pone l’istituzione agordina tra le scuole che, dopo il diploma, meglio preparano sia al mondo del lavoro che agli studi universitari, con tre primi posti nell’indice di occupazione e due secondi e un terzo in quello dell’istruzione. Sono, in particolare, i ragazzi usciti dagli indirizzi Tecnici e Tecnologici (Agordo, 81%, Geotecnico e Chimico), Professionali e servizi (Falcade, 80%, Enogastronomico) e Professionali Industria e Artigianato (Agordo, 76%, Manutenzione e Assistenza Tecnica), ad aver fatto registrare i tre migliori indici occupazionale tra le scuole della provincia di Belluno. È un risultato che inorgoglisce la rinomata storica scuola agordina, che continua a garantire significative competenze in uscita, grazie alle quali, le aziende dei settori indicati, ricercano e provano ad accaparrarsi gli studenti che concludono gli studi nelle sedi di Agordo e Falcade. Risultati non di vertice, ma comunque significativi anche quelli relativi all’approccio con il mondo universitario dove, specie gli studenti del Tecnico e del Liceo Sportivo di Agordo (2° posto), e il Liceo scientifico di Agordo (3°),risultano avere una buona preparazione. Molto soddisfatto anche il dirigente scolastico, Claudio Magalini che sottolinea come, «quando un traguardo di questo tipo arriva ripetuto negli anni, non può essere solo frutto del caso, ma la conseguenza di vari fattori: tra questi, sicuramente, la specificità di alcuni indirizzi che favorisce il successo formativo perché è il motore dell’interesse e dell’impegno degli studenti». Di questa specificità sono un esempio l’indirizzo Geotecnico, una delle quattro scuole storiche presenti in Italia (con Massa Marittima, Iglesias e Caltanissetta), che specificatamente forma tecnici preparati in un settore così importante per lo sviluppo delle infrastrutture del Paese e per la ricerca e lo sfruttamento consapevole delle risorse del sottosuolo; ma anche l’indirizzo Chimica e Materiali che offre una specificità tale, che i suoi diplomati sono facilmente impiegabili in contesti industriali e laboratoriali. Infine gli indirizzi tecnico per il turismo, il professionale per i servizi enogastronomici e il professionale per manutentori, che rappresentano una risposta formativa molto importante per un territorio caratterizzato da attività imprenditoriali, piccole o medie, nei settori a vocazione turistica o laboratoriale in campo meccanico. «Non va dimenticato, tuttavia», sottolinea Magalini, «che il raggiungimento di risultati numericamente ben superiori alla media nazionale, già nel breve periodo e riconfermati anno dopo anno, sono il risultato anche di un ambiente scolastico sereno, motivazionale e performante in cui gli alunni scoprono l’opportunità di una crescita personale completa, sia a livello culturale sia a livello professionale, favorita da docenti fortemente motivati e amanti della propria disciplina». Loris Santomaso AGORDO – La sede del Follador-De Rossi. FALCADE – La sede dell’Istituto Alberghiero. La copertina del nuovo libro di Andrea De Bernardin. I Tirataie, gruppo folk dell’Agordino, sciolgono il loro popolare gruppo e chiudono l’attività. «Cominciarono la loro avventura musicale 17 anni fa», ricorda Marina Donà di RadioPiù, «così per gioco con la voglia di divertirsi con la musica, una lunga avventura fatta di tanta allegria e successi». L’annuncio ufficiale sul loro profilo Facebook il 30 novembre, motivato da impegni di famiglia e di lavoro, con tanti messaggi di affetto da tutti i loro fan, con la speranza di poterli rivedere ancora un giorno insieme. VALLE DEL BIOIS - Il saluto de I Tirataie. valle del biois - Il popolare gruppo musicale si è sciolto Tirataie, «sani e grazie» Dopo 17 anni. «Impegni di famiglia e di lavoro»

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