L'Amico del Popolo digitale

45 L’Amico del Popolo 25 DICEMBRE 2025 - N. 51 Cultura & Spettacoli EUGENIO TAMBURRINO Il nostro passaporto medievale Eugenio Tamburrino (cur.), Sogno e realtà. Immagini e visioni del Medioevo tra Ottocento e Novecento, Sagep Editori, Genova 2025. Il successo del Palio di Feltre è merito di un’organizzazione annuale appassionata e scientificamente accurata, capace di richiamare migliaia di persone nella piccola grande città per celebrare una “festa esemplare” che, da momento identitario locale in cui la comunità feltrina si è riconosciuta, si è trasformata in un’occasione di valorizzazione culturale a tutto tondo, riportando il Medioevo e la sua rappresentazione al centro della narrazione. Per approfondire nell’anno appena trascorso questa dialettica tra passato e presente, l’Ente Palio ha organizzato una mostra presso il Museo Diocesano, nella quale si è cercato di rappresentare non solo il lato popolare delle manifestazioni medievali, ma anche il modo in cui, tra XIX e XX secolo, l’Età di Mezzo è stata reinterpretata e raffigurata. A margine dell’esposizione è stato pubblicato un interessante volume miscellaneo, curato dal presidente dell’Ente Palio, che oltre al catalogo della mostra raccoglie contributi di studiosi locali e non. Essi analizzano la rinascita delle rievocazioni storiche e raccontano come, a Feltre e altrove, il Medioevo sia stato visto, sentito e rappresentato. Chiude il volume un appassionato testo dello storico Duccio Balestracci, dedicato al paradosso emotivo e identitario che il Medioevo spesso suscita in ciascuno di noi. Si tratta di un catalogo variegato, capace di unire rigore scientifico e divulgazione in modo mirabile, aiutando bellunesi e feltrini a conoscere e apprezzare il nostro importante passato medievale troppo spesso dimenticato. La mostra è visitabile fino a marzo 2026. Jacopo De Pasquale Nonostante l’ambientazione (Taipei, capitale di Taiwan), la regia e il cast (tutti taiwanesi), nonché la lingua locale con cui è recitato, La mia famiglia a Taipei ha una profonda matrice statunitense che lo distingue completamente da un certo tipo di produzione tipica di quei luoghi che ha reso celebre il cinema taiwanese e i suoi autori in tutto il mondo (Hou Hsiaohsien e Tsai Ming-liang, solo per fare un paio di nomi). La regista, infatti, che si chiama Shih-Ching Tsou, vive in America ed è stretta collaboratrice del collega (premio Oscar e Palma d’Oro a Cannes con Anora) Sean Baker. I due si sono conosciuti ai tempi della scuola di cinema e l’affinità che si è creata tra loro li ha portati a lavorare insieme fin dai primi progetti di Baker. Se nei film precedenti del regista americano ShihChing Tsou era produttrice e co-sceneggiatrice, per La mia famiglia a Taipei i ruoli si sono invertiti, anche se è innegabile riscontrare in questa pellicola al femminile una forte influenza del cinema di Baker, tanto nello stile (estremamente realistico) quanto nella costruzione dei personaggi, e in particolare delle tre protagoniste, nei cui caratteri e dinamiche famigliari è facile ravvedere echi non solo da Anora, ma anche da Un sogno chiamato Florida. È la storia di una madre e delle sue due figlie (una più che maggiorenne, l’altra molto più piccola) che fanno ritorno a Taipei per ragioni economiche. La donna, ShuFen, è separata dal marito, morente in ospedale per un brutto tumore che gli impedisce di parlare, inizia a lavorare in un chiosco del mercato centrale e viene corteggiata da Johnny, un simpatico e premuroso venditore ambulante. La figlia maggiore, I-Ann, contribuisce alle finanze domestiche come commessa (e amante) di un tabaccaio che sottobanco non si limita alla vendita di sole sigarette. La più piccola, I-Jing, trascorre le giornate andando a scuola, aiutando la madre con i clienti, scorrazzando con la sorella in motorino e, quando nessuno ha tempo per accudirla, in compagnia dei nonni. Ed è proprio il nonno, ancora avvezzo alle superstizioni della tradizione, a rimproverarla per il suo essere mancina, in quanto la mano sinistra, secondo le credenze del passato, è “la mano del diavolo”. Non a caso il titolo originale è proprio Left-Handed Girl. Shih-Ching Tsou vuole un gran bene alle sue tre protagoniste e lo si vede dal modo in cui le segue nella conduzione della loro vita quotidiana, tra difficoltà ordinarie, crisi esistenziali, momenti divertenti e attriti interpersonali. È la tipica ricetta “bakeriana” solo traslata in un altro contesto. E proprio come avviene nei film di Baker, anche quando la situazione sembra precipitare, l’unione fa la forza e all’orizzonte è facile intravedere un lieto fine. Prima di uscire in questi giorni di festa al cinema, La mia famiglia a Taipei è stato presentato in anteprima alla Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes, dove si è aggiudicato un premio. Marco Cacioppo La disgrazia di essere mancina LETTI DA NOI VISTI AL CINEMA Michele Ruol Il vuoto che lascia la morte dei figli Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, Terrarossa ed., Alberobello 2024. Due fratelli muoiono in un incidente stradale la cui dinamica verrà svelata solo alla fine. Questa tragedia accompagna tutto il romanzo: racconta la storia di una coppia che deve fare i conti con il dolore e con i ricordi, con un trauma senza sapere se si sopravvive davvero. La narrazione prosegue per salti temporali e si viene così a conoscenza della vita familiare di Padre e Madre, di Maggiore e Minore, delle gioie piccole e grandi e delle difficoltà che l’adolescenza può generare, frammenti di un passato che i genitori faticano a ricomporre. Il romanzo è il racconto del vuoto lasciato nella vita dei due genitori dalla morte improvvisa dei figli. La vita, in un attimo, cambia prospettive e direzione, crea distanze e genera solchi profondi. La scrittura asciutta e permeata di malinconia rende il racconto ancora più toccante e più intensa l’emozione. Non è un libro facile, perché affronta un tema che nessuno vorrebbe conoscere. Apre il libro una nota che vuole essere forse un avvertimento o una difesa: «Questa è un’opera di fantasia, ma è possibile che, nel corso della lettura, incontriate somiglianze o coincidenze con persone, luoghi, accadimenti reali. Per quanto ci sforziamo di inventare, tutto è già accaduto. E tutto accadrà ancora, in forme che non sappiamo prevedere. Possiamo solo immaginare nuovi modi per dire ciò che c’è. Considerate le risonanze come segni del caso o del destino, secondo la vostra teoria del tempo». Romanzo d’esordio di uno scrittore da tenere sott’occhio! Daniela Dal Mas Le “Letture” della Domenica SABATO 27 DICEMBRE Le “Letture” della Domenica della sacra Famiglia, da don Sandro Gabrieli. Infanzia, famiglia, spiritualità: si rinnova la sinergia fra i salesiani di Belluno e il ‘‘Caffè Pedagogico’’ LUNEDÌ 29 DICEMBRE La parrocchia di San Giovanni Bosco, gestita dai Salesiani di Belluno, ha ospitato un incontro informativo promosso dall’Associazione Caffè Pedagogico, rivolto ai genitori e più in generale alla comunità educante, che ha messo al centro il ruolo della genitorialità per favorire il benessere del bambino. “Natale a Peron di Sedico”, un percorso natalizio per antiche strade MARTEDÌ 30 DICEMBRE Spiritualità, amicizia, volontariato: sono molteplici gli elementi che caratterizzano il Natale a Peron di Sedico fino all’11 gennaio 2026. Giornali della provincia MERCOLEDÌ 31 DICEMBRE La rassegna di giornali della provincia di Belluno, a cura di don Giorgio Aresi: – Sentieri, bollettino delle parrocchie di Pieve di Cadore, Pozzale, Perarolo. – Il Donatore, periodico Associazione Feltrina Donatori Volontari Sangue; – Valle d’Ansiei, bollettino parrocchiale di Auronzo Villagrande, Villapiccola e Villanova. Chiesa di Sopracroda, continua la raccolta fondi per la sistemazione della struttura GIOVEDÌ 1° GENNAIO 2026 Associazioni, cittadini e la stessa parrocchia si sono adoperati per avviare una raccolta fondi destinata alla sistemazione dell’antica chiesetta. Già ultimato il restauro del campanile. Attività diocesane e varie VENERDÌ 2 GENNAIO Rassegna di notizie culturali, religiose e legate al mondo del volontariato locale. I PROGRAMMI DELLA RUBRICA «INSIEME» IN ONDA QUESTA SETTIMANA alle 18.30, 21.30 e alle 9.15 del giorno seguente TELEBELLUNO DOLOMITI Una scena del film «La mia famiglia a Taipei». (Foto Cinema Inutile, Good Chaos, Le Pacte)

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