Come promesso, a pochi giorni dall’ultima operazione di sicurezza sui passi, i Carabinieri di Cortina hanno individuato e sanzionato altri automobilisti spericolati che affrontano ad alta velocità le strade di montagna.
I militari della Compagnia di Cortina d’Ampezzo, coordinati dal capitano Alessandro Bui, si sono posizionati ieri tra il Passo Pordoi e il Passo Falzarego, per eseguire una serie di controlli stradali. Oltre 10 pattuglie dell’Aliquota Radiomobile e delle Stazioni dell’Arma si sono posizionate in punti strategici dell’area per verificare le condotte degli automobilisti su quei tratti stradali.
Nella prima mattinata i Carabinieri hanno intercettato una lunga carovana di autovetture sportive che, nel percorrere le strade di montagna, avevano messo in atto manovre ad alto rischio per la circolazione stradale, dal sorpasso alla guida contromano. Gli automobilisti hanno compiuto una lunga serie di infrazioni, rilevate dai militari ai posti di blocco: per i 10 conducenti è scattato il ritiro della patente, sono state elevate complessivamente 37 contravvenzioni ed è stato imposto ai “piloti” il rientro presso il proprio domicilio lungo il percorso più breve. Gli automobilisti senza patente hanno dovuto fare inversione di marcia e, lentamente, rientrare a casa.
Pochi giorni fa, sempre sui passi, i Carabinieri di Cortina avevano ritirato altre 6 patenti, per analoghe condotte pericolose di altrettanti automobilisti. Auto sportive, di grossa cilindrata ed elevato valore, erano state fermate anche in quella occasione dai militari.
«La nostra azione di controllo continuerà senza sosta e non solo su questo fronte» commenta il colonnello Enrico Pigozzo comandante provinciale «forse qualcuno ha pensato che, fatto un controllo, poi i Carabinieri distolgono lo sguardo. Non è così. Continueremo a monitorare con grande attenzione i passi, così come tutte le zone del territorio che sono sotto la nostra tutela, per garantire le migliori condizioni di sicurezza ai nostri concittadini e a tutti quelli che vogliono godere delle nostre montagne, le cui strade, va ribadito con forza, non sono piste o autodromi dove correre».
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