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domenica 3 Marzo 2024,

Ponte vuole riaprire i presidi sanitari di Col di Cugnan e Paiane

Il consiglio comunale ha approvato una mozione per la difesa della sanità locale.

Il consiglio comunale di Ponte nelle Alpi ha approvato una mozione per la difesa della sanità locale. «La montagna» ha affermato il sindaco Paolo Vendramini «vive già da tempo una preoccupante situazione sanitaria che sta discriminando le cittadine e i cittadini che ci vivono. Mancano medici di base, operatori e anche le case di riposo della provincia lanciano da tempo campanelli d’allarme. In collaborazione con l’Ulss e le istituzioni preposte, faremo il possibile per riaprire i due presidi sanitari di Col di Cugnan e Paiane. Dobbiamo preservare il diritto alla salute in questa provincia».

Dal canto suo, il capogruppo di maggioranza in consiglio, e medico di base, Fulvio De Pasqual, si è soffermato sul percorso della medicina di gruppo che ha portato momentaneamente a un’unica sede per i cinque medici della comunità locale, nel centro di Ponte nelle Alpi. «In seguito al calo della disponibilità di ore generali per il trasferimento di una dottoressa, si è dovuto far fronte a questa necessità, aumentando il numero di utenti per gli altri medici e assegnando un’altra quota di pazienti alla neo arrivata Monica Casanova, che ringraziamo per la disponibilità. È chiaro che, per continuare nel progetto di medicina di gruppo, tutte le risorse professionali disponibili sono state concentrate nella sede di Ponte nelle Alpi».

Sull’argomento è intervenuto Pierluigi Dal Borgo, già medico di base e attuale assessore all’Ambiente: «La Costituzione italiana sancisce che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Dal 2013, invece, abbiamo assistito a un taglio continuo, operato alla sanità pubblica dai Governi e dalla Regione. Questo non è più accettabile. Il nostro compito è quello di impegnarci quotidianamente per il diritto alla salute e non pensare che il nostro futuro sia solo lago alla sanità privata». Lo stesso Dal Borgo ha predisposto e letto la mozione, approvata dal consiglio. Qui di seguito il testo del documento.

«Il Sistema sanitario nazionale è in costante e progressiva crisi fin dal 2013. L’importante diminuzione dei finanziamento pubblico, il depauperamento numerico ed economico e la demotivazione professionale del personale sanitario e parasanitario stanno portando al tradimento dei principi fondamentali su cui si basa il nostro SSN.

«Se vengono meno universalità, uguaglianza ed equità, tutto questo si traduce in conseguenze negative per la salute dei cittadini, per il nostro sistema sociale ed economico: infiniti tempi di attesa, aumento della spesa sanitaria privata, diseguaglianze di accesso, migrazione sanitaria e rinuncia alle cure.

«Si chiede quindi alla politica, al di là dei Governi che si susseguono, una visione coraggiosa che metta al centro del Paese un modello di sanità valido per tutti i cittadini come garanzia di democrazia ed equità sociale.

«A maggior ragione deve essere tutelata la sanità di montagna e delle zone periferiche; viviamo nella nostra provincia un’importante crisi degli ospedali con tagli di reparti anche fondamentali e carenza di personale medico e paramedico.

«Viviamo inoltre le difficoltà della medicina territoriale per la carenza di medici e di personale in generale. Chiediamo quindi che le strutture ospedaliere della nostra provincia siano effettivamente strutture di efficacia, competenza ed efficienza. Chiediamo, vista l’estensione geografica e la morfologia del territorio, che venga tenuta in massimo conto la medicina di urgenza, sia con i medici di urgenza, sia con il servizio di soccorso con l’elicottero notturno su Pieve di Cadore.

«Per la sanità comunale, chiediamo che ci sia la presenza della medicina generale con il mantenimento dei medici del territorio.

«Chiediamo infine alla Ulss 1 Dolomiti la presenza di un infermiere sul territorio come mediatore tra i medici e le persone che vivono nelle zone periferiche del comune e che sono le più anziane e fragili».

1 commento

  • La soluzione per ripristinare la sanità è semplice: basta che a qualsiasi livello la politica esca dalla sanità e quest’ ultima venga gestita SOLO dai suoi professionisti

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