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mercoledì 4 Febbraio 2026,

Associazioni e comitati: la nuova pista da bob di Cortina non la vogliamo

Presa di posizione di Mountain Wilderness, Federazione Nazionale Pro Natura, Cai, Libera, Ecoistituto Veneto Alex Langer, Comitato Civico di Cortina, Peraltrestrade Dolomiti, Gruppo Promotore Parco del Cadore e Italia Nostra.

Presa di posizione contro la costruzione della nuova pista da bob a Cortina d’Ampezzo di Mountain Wilderness, Federazione Nazionale Pro Natura, Cai veneto, friulano e altoatesino, Libera Veneto e Li-bera Cadore Presidio «Barbara Rizzo», Ecoistituto Veneto Alex Langer, Comitato Civico di Cortina, Pe-raltrestrade Dolomiti, Gruppo Promotore Parco del Cadore e Italia Nostra a livello nazionale, regionale e bellunese. Qui di seguito il comunicato diffuso oggi in cui esprimono le ragioni della loro contrarietà.

«Noi la pista non la vogliamo! Questo era il messaggio lanciato a Cortina il 24 settembre scorso dalle centinaia di cittadini che hanno manifestato contro la realizzazione della nuova pista da bob. Non la vogliamo perché è inutile, impattante e una voragine sotto l’aspetto economico.

Sembrava che con l’annuncio di Giovanni Malagò in occasione della 141esima Sessione del Comitato olimpico internazionale a Mumbai, le dichiarazioni del ministro Andrea Abodi e del presidente del Cio Thomas Bach deciso a spostare le gare di scivolamento all’estero in una pista già esistente e funzionante, questo messaggio fosse andato a segno. Purtroppo, dopo circa 2 mesi, si è messa di mezzo la politica a ribaltare la situazione e a resuscitare il progetto di costruzione della nuova pista di Cortina, ridimensionandolo nei materiali e nelle infrastrutture accessorie e con un cronoprogramma dei lavori ridotto a 600 giorni, sufficiente secondo i progettisti dell’ultima ora, per consegnare l’impianto per i collaudi nell’autunno 2025, sempreché il Cio conceda la deroga.

Su questa dilazione temporale contano il presidente Luca Zaia, il ministro Matteo Salvini e la Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SpA), come se l’istituto della deroga così frequente in Italia fosse una prassi normale anche per il Cio. Tuttavia, se le regole precedentemente imposte fissavano la data del 15 novembre 2024 per la consegna dell’impianto da sottoporre al precollaudo, un motivo valido c’era: testare preventivamente la sicurezza della pista ed eventualmente apportarvi i correttivi necessari. Facendo slittare i termini di un anno, questo importante requisito non è garantito e neppure la possibilità di apportare modifiche al tracciato, totalmente nuovo ed inedito per le Federazioni.

In tema di sicurezza dovrebbe essere valutata anche quella del cantiere, nel quale per rispettare i tempi si dovrà lavorare di giorno e di notte, compresi i giorni di festa, e con ogni condizione meteo, con la probabilità di subappalti “a cascata” permessi dalla scellerata recente riforma del codice degli appalti voluta dal ministro Salvini, che espone i lavoratori a concreti rischi per la salute e a forme di sfruttamento, favorendo infiltrazioni della criminalità organizzata.

Comunque, anche se “light”, il nuovo progetto mantiene tutte le criticità a suo tempo evidenziate, in particolare: l’assenza delle valutazioni ambientali previste dal Codice dell’Ambiente, dalla Direttiva CE e dalla Direttiva CE Habitat, VAS (Valutazione Ambientale Strategica) necessaria perché il progetto ha comportato variante urbanistica, VIA (Valutazione Impatto Ambientale) in quanto sono previsti interventi di deforestazione e di viabilità e VIncA (Valutazione Incidenza Ambientale) prevista per legge laddove ci sono aree di protezione speciale.
Inoltre, sono d’obbligo una nuova autorizzazione paesaggistica e una nuova approvazione in Conferenza dei Servizi, prima della messa a Bando Europeo.

Un’ultima considerazione: questo accanimento nel voler a tutti i costi costruire la pista da bob di Cortina viene motivato dalla volontà di far valere l’orgoglio veneto e di evitare una “figuraccia planetaria” se il dossier di candidatura non sarà rispettato. Una figuraccia, secondo noi, sarebbe piuttosto iniziare i lavori della pista e non portarli a termine in tempo utile; una figuraccia sarebbe realizzare la pista in fretta e non riuscire a mantenerla in funzione negli anni successivi per gli insostenibili costi di gestione riproponendo il degrado di Cesana Torinese. Questo sarebbe il vero danno d’immagine per l’Italia e per Cortina, e su questo vogliamo attirare l’attenzione additando le responsabilità dello scempio che si vuole ostinatamente perpetrare.

Cortina per il mondo intero è la Regina delle Dolomiti, è ammirata e universalmente conosciuta per la bellezza delle sue montagne, del suo inimitabile paesaggio. Il suo nome è già inserito nei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 e non ha bisogno di una pista da bob per essere rilanciata».

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4 commenti

  • L’unica figuraccia la state facendo voi, comitati del NO, a prescindere sempre e cmq su qualsiasi proposta. Per fortuna che il vostro pensiero non conta granché nelle stanze del potere

  • La figuraccia ormai è andata in scena in mondovisione, e non solo per la pista di bob. Dire che va fatta ad ogni costo solo per “evitare la figuraccia” è pretestuoso, sono altri i motivi che spingono (infatti tra chi preme c’è, guardacaso, Confindustria).
    Attendiamo sempre fiduciosi che la politica (ed i centri di influenza che ne dirigono le azioni) risolva i veri, tragici, problemi della nostra Provincia: sanità, spopolamento, trasporti. Sono queste le cose che dovrebbero inorgoglire, non certo una pista da bob.

  • Fa piacere vedere che la libertà di pensiero sia ancora di casa su questa testata. Grazie.

    • Ma basta coi “bastian contrari” a prescindere!
      Comitato del no, avete stufato!

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