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domenica 1 Febbraio 2026,

Una famiglia americana riscopre le proprie radici agordine

Una storia di migrazione che si è intrecciata con nuovi contesti e nuove culture, fino ad arrivare agli Stati Uniti.

Una visita al Museo delle Migrazioni di Belluno, giovedì 26 giugno, si è trasformata in un momento di profonda connessione con il passato per una famiglia americana di origini italiane e brasiliane. Carolina, Kip e la loro figlia Mariana hanno trascorso una giornata al MiM – Museo interattivo delle Migrazioni, con l’obiettivo di ritrovare tracce concrete della propria storia familiare.

Il viaggio ha preso le mosse dai racconti tramandati da alcune zie, secondo cui la famiglia avrebbe avuto origini italiane. Approfondendo le ricerche genealogiche attraverso la piattaforma MyHeritage, Carolina ha scoperto che il suo bisnonno era partito da Vallada Agordina per emigrare a Santa Catarina, in Brasile, insieme al figlio. Una storia di migrazione che, come tante altre, si è poi intrecciata con nuovi contesti e nuove culture, fino ad arrivare agli Stati Uniti.

Il ritorno nel Bellunese ha rappresentato per la famiglia un’occasione per ricostruire quei legami interrotti dal tempo e dalla distanza. Prima di giungere in città, Carolina, Kip e Mariana hanno visitato il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e la Valle del Mis, fermandosi anche ai Cadini del Brenton. Ma è stato nell’Agordino che la ricerca si è fatta più personale: tra lapidi, registri parrocchiali, nomi incisi e luoghi di culto, hanno cercato conferme e tracce tangibili della loro genealogia.

«È stato un viaggio alle origini», hanno raccontato, sottolineando il valore affettivo e identitario dell’esperienza, che va ben oltre la semplice esplorazione turistica. Si tratta infatti di un esempio di “turismo delle radici”, un fenomeno in crescita che unisce la scoperta del territorio alla ricerca della propria storia familiare.

In questo percorso, il Museo interattivo delle Migrazioni – ospitato nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo – ha rappresentato una tappa significativa. Il MiM, attraverso i suoi strumenti digitali e i contenuti storici, si propone come punto di riferimento per chi intende approfondire la memoria delle migrazioni bellunesi e ritrovare un legame con le generazioni passate.

L’esperienza di Carolina e della sua famiglia dimostra come anche una piccola realtà come Belluno possa giocare un ruolo importante nella costruzione di una memoria condivisa, favorendo l’incontro tra chi è partito e chi torna per riscoprire le proprie origini.

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