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giovedì 29 Gennaio 2026,

Il presepe di Sitran compie dieci anni e racconta il paese

Di Paolo Sitran - In dieci anni un percorso tra fede, arte e memoria collettiva nato nel 2015, cresciuto nel tempo grazie al lavoro artigianale e alla partecipazione della comunità.

Dieci anni di fede, arte e artigianato. Il presepe di Sitran spegne quest’anno dieci candeline. Si tratta di un’istallazione che negli anni ha proposto sempre un percorso fisico e spirituale attraverso le vie del paese rinnovandosi e arricchendosi. Ripercorriamo in queste righe la sua ideazione e il suo sviluppo.

Nel 2015 il signor Aldo Caneve propose all’artista Giorgio Vazza – entrambi abitanti di Sitran – di disegnare le figure dei personaggi del presepe per poi poterne fare delle sagome di compensato. Alla base c’era la voglia e il desiderio di allestire un grande presepe da collocare in un punto strategico e adatto del paese. E subito si sono messi all’opera! Giorgio con la matita e poi Aldo con il seghetto hanno realizzato le immagini stilizzate a grandezza naturale di tutti i protagonisti della scena sacra che annualmente troviamo anche nelle nostre case e chiese. Immagini bianche per richiamare la luce, quella luce che con il Natale è venuta nel mondo, quella che deve raggiungere il nostro cuore e che tante volte abusiamo un po’ troppo. Il presepe è stato posizionato su un rilievo a bordo strada nelle vicinanze del cimitero e i Re Magi con i loro cammelli su un prato scosceso ben visibile da Farra (solo i giorni precedenti all’Epifania vengono spostati vicino alle altre figure). Il significato di questo collocamento è profondo. Da una parte la nascita (il presepe), dall’altra la morte (il cimitero): il principio e la fine, l’inizio e la conclusione che si guardano e dialogano tra loro.

L’opera aveva riscosso successo e apprezzamento fin da subito e questo è stato di sprono negli anni seguenti a fare qualcosa in più.

Nacquero così i cerchi appesi sui muri delle case lungo le vie del paese. Il primo anno venivano posizionati solamente sulle case che hanno un portico storico e successivamente anche in altri scorci, finestre e pareti. Si tratta di sagome rotonde al cui interno vi sono soggetti di volta in volta diversi, intagliati cercando di seguire un equilibrio di vuoti e pieni che agevolino il taglio. In questi tondi Giorgio e Aldo hanno voluto rappresentare non solo i personaggi del presepe come la natività, gli angeli e i pastori ma anche volti e luoghi di Sitran. Troviamo quindi la facciata della chiesa parrocchiale, il capitello della Madonna vicino al capannone e Toni Buio. Chi era Toni Buio? Al secolo Antonio Casanova, è stato un uomo unico nel suo genere. Tutti lo ricordano come una persona buona ed estrosa, sempre pronta ad aiutare gli altri abitanti di Sitran in special modo quando si rompevano orologi e ombrelli. Quest’anno è stato aggiunto il tondo con il fabbro Bei, soprannome di Gabriele Bortoluzzi.

Altre novità di quest’anno sono state l’aggiunta dei tondi con i Re Magi e la sostituzione del bambino Gesù adagiato nella culla. L’anno scorso la figura era stata danneggiata brutalmente con un atto vandalico. Quest’anno è stata intagliata nuovamente da Giorgio Rizzo.

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie vengono collocate le figure nei diversi angoli di Sitran. Per questo lavoro accorrono uomini non solo di Sitran ma anche di Bastia, di Villanova e di Cornolade. Un grande lavoro di squadra che mette insieme le forze e mantiene viva questa piccola ma significativa tradizione.

Paolo Sitran

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