Sul numero 51 dell’Amico del Popolo “di carta” del 25 dicembre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’intervista a Enrico Gaz.
«Direi che siamo al grezzo avanzato».
Risponde così Enrico Gaz, avvocato esperto di diritto amministrativo, se gli si chiede a che punto è la costruzione della «specificità» della provincia di Belluno in seno all’architettura normativa della Regione del Veneto. Fine 2025, tempo di bilanci e tempo di guardare avanti, al nuovo anno che inizia, alla nuova legislatura regionale. A quello che è stato fatto e a quanto può e deve ancora essere realizzato.
«Quindi, l’edificio c’è», spiega Gaz: «ci sono le fondamenta, che sono costituite dallo statuto regionale, ci sono i muri perimetrali, che a mio parere sono rappresentati dalla legge regionale numero 25 del 2014. Manca tutto il resto, quasi tutto il resto, cioè manca il lavoro interno, il lavoro di rifinitura diciamo, che è un lavoro poi anche molto complesso, perché nei dettagli si rischia anche di perdersi». (…)
«Qualcosa di importante è già stato fatto, perché la legge del ’14 rimette ad un’attività non più legislativa, non più del consiglio regionale, ma della giunta. Parliamo della decisione sulle competenze specifiche che devono formare i contenuti dell’autogoverno bellunese. La legge 25 del 2014 parla proprio di autogoverno bellunese».
E quale scelta fu compiuta dalla giunta?
«Ecco, non di produrre un pacchetto completo, ma di portare avanti un’azione frazionata. In questo modo il percorso si è dilatato nel tempo e non risulta ancora completato. Quindi, se dovessi dire, lo stato del ‘‘cantiere’’ ora richiederebbe una certezza su questo fronte».
Ci sarebbe già di che produrre un ‘‘testo unico’’ con le competenze bellunesi previste da statuto regionale e legge 25?
«Allora, il testo unico arriva quando esistono già tutte le previsioni normative e il problema è solo di riordinarle, unificando testi che già esistono, qua e là. Ma noi in questo momento abbiamo solo una parte dei testi, ne mancano degli altri. Io vedrei come prima urgenza proprio quella di completare questo chiarimento sulle competenze, qualunque esso sia. Potrà anche non soddisfare o creare delle delusioni, ma è importante avere una certezza perché, appunto, la casa possa essere completata e si sappia dove si va ad abitare».
Ripartiamo da qui, dunque, nel 2026, dalla definizione delle competenze da devolvere al territorio bellunese?
«Io tornerei a sensibilizzare sia le amministrazioni locali, sia l’amministrazione regionale su questa esigenza: fissare in maniera definitiva i contenuti della specificità, le competenze, insomma, bellunesi. Chiamo in causa le amministrazioni locali perché la legge del 2014 ha eletto il consiglio degli enti locali bellunesi – che è previsto dallo statuto della nostra Provincia – come la sede in cui pensare queste cose». (…)
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2 commenti
Tomaso Pettazzi
È sempre interessante ascoltare le riflessioni del’avvo Cato Gaz . Aggiungerei, a onor del vero, che ci fu anche la forte pressione della attività del Bard , che accolse quasi 20.000 firme per la formazione della Regione Dolomiti con Trento e Bozen /Bolzano. Per quanto concerne la “stanza laboratorio ” auspicata da Gaz e Guglielmi , beh mi auguro vivamente che non faccia la fine delle varie “cabina di regia” spesso invocate ” a destra e manca per la soluzione dei nostri vari problemi. ma sempre conclusesi in un nulla di fatto .
Giovanni
Quando uno si trova in difficoltà, cerca aiuto.
E’ possibile che qualcuno dei Bellunesi possa dare una mano.
Provare per credere!