A Pullir nascerà una nuova fattoria sociale. Nei giorni scorsi è stata firmata la convenzione tra il Fondo Comuni Confinanti e il Comune di Cesiomaggiore per l’acquisto e il recupero dell’ex colonia n. 8, edificio storico di fine Ottocento oggi in stato di abbandono. L’intervento sarà interamente finanziato dal Fondo, con un investimento complessivo di 1 milione e 400 mila euro.
La convenzione riguarda la ristrutturazione e la riqualificazione dell’immobile, attualmente di proprietà dell’Ulss 1 Dolomiti, con l’obiettivo di destinarlo a funzioni sociali e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali. Il fabbricato sarà interessato da interventi strutturali e di miglioramento energetico, oltre a una ridefinizione degli spazi interni, così da restituire al territorio un bene di rilievo sotto il profilo storico e sociale.
Il progetto prevede la nascita di una fattoria civico-sociale che sarà affidata in gestione a un soggetto del terzo settore. La struttura offrirà opportunità di inserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità fisica, sociale o psicologica e, allo stesso tempo, fungerà da luogo di promozione delle produzioni locali. L’idea è quella di creare uno spazio capace di mettere in relazione inclusione sociale, agricoltura e tradizione, rafforzando il legame con il territorio feltrino.
L’intervento sarà realizzato in due stralci funzionali. Secondo il presidente del Comitato di gestione del Fondo Comuni Confinanti, Dario Bond, si tratta di un’operazione che sintetizza le finalità dell’ente: «Questo progetto rappresenta in modo esemplare la missione del Fondo: investire risorse per generare valore duraturo nei territori». Bond sottolinea inoltre che «da un lato recuperiamo un edificio storico di fine Ottocento, oggi inutilizzato e degradato, restituendogli dignità e funzione; dall’altro costruiamo un’iniziativa ad altissimo valore sociale, capace di offrire opportunità concrete a persone con disabilità e situazioni di disagio». La futura fattoria sociale, aggiunge, sarà anche «un luogo di promozione dei prodotti tipici locali, in parte coltivati dagli stessi ospiti della struttura».
Soddisfazione viene espressa anche dal sindaco di Cesiomaggiore, Carlo Zanella, che definisce la firma della convenzione «un momento molto importante per la nostra comunità», al termine di «un percorso partecipativo e progettuale che vede impegnati da oltre un anno vari soggetti». Tra questi, oltre al Comune, figurano l’Ulss 1 Dolomiti, cooperative sociali, associazioni, rappresentanti del terzo settore e cittadini. «Recuperiamo un edificio simbolico, oggi inutilizzato, trasformandolo in uno spazio vivo, aperto e utile, capace di generare inclusione sociale, lavoro e nuove opportunità», afferma Zanella, ringraziando il Fondo Comuni Confinanti e il suo presidente «per aver creduto in un’iniziativa che guarda al futuro del nostro territorio con una visione concreta e solidale».
Nel corso del 2026 è prevista l’acquisizione dell’immobile da parte del Comune di Cesiomaggiore e la redazione del progetto esecutivo. Il completamento dell’intervento è stimato nell’arco di circa due anni.
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