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domenica 11 Gennaio 2026,

Scie di gloria, a Longarone la storia dello sci guarda al futuro

A Longarone apre “Scie di gloria”, mostra internazionale dedicata agli sport invernali: storia, innovazione, ricerca e sostenibilità in vista di Milano-Cortina 2026.

È stata inaugurata a Longarone, negli spazi del Padiglione E di Longarone Fiere Dolomiti, la Mostra internazionale dello sci e degli sport invernali “Scie di gloria”, in programma dal 9 al 28 febbraio. L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 e propone un progetto espositivo di respiro internazionale dedicato alla storia e all’evoluzione degli sport invernali.

La mostra nasce come sviluppo della precedente esperienza espositiva omonima e si presenta come un itinerario che attraversa passato, presente e prospettive future, mettendo in relazione la montagna veneta, la pratica sportiva, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo del territorio. Al centro vi è l’idea di uno sport inteso non solo come competizione, ma anche come ambito culturale, formativo e di ricerca.

A sottolineare questo aspetto è intervenuto Luigino Boito, presidente del Circolo cultura e stampa bellunese, promotore dell’iniziativa, secondo il quale «questa iniziativa, che è sì sport ma anche cultura, formazione, ricerca, innovazione, università, va proiettata in chiave futura perché la nostra terra, la provincia di Belluno, le Dolomiti possono rinascere, rivivere, rigenerarsi».

Tra i momenti più significativi dell’inaugurazione, la presenza di Manuela Di Centa, campionessa olimpica, che ha donato alla mostra alcuni dei suoi sci storici. «Sapere che c’è una raccolta così preziosa di materiali, di sci alpino, di sci nordico, di sci alpinismo, di bob, di salto, di para, che raccontano la storia di quello che l’Italia è stata nella sua storia e anche nella sua evoluzione tecnologica degli sci è qualcosa di molto importante ed estremamente coinvolgente», ha dichiarato.

Promossa dal Circolo cultura e stampa bellunese su impulso della Regione Veneto e di Veneto Agricoltura, la mostra affianca al patrimonio storico dello sci le ricerche più recenti su materiali, tecnologie e processi produttivi, con un’attenzione specifica anche al mondo paralimpico. In questo contesto si inserisce l’hub universitario curato dagli atenei di Padova, Bologna e Verona, dedicato all’innovazione tecnologica applicata agli sport invernali.

L’assessore regionale alla Montagna, Dario Bond, ha collegato l’iniziativa anche al futuro della Fiera di Longarone, richiamando le parole di Mauro Corona sull’opportunità di creare un polo di rilievo internazionale legato all’alpinismo. «Mi si rafforza l’idea che questa realtà deve essere rafforzata ma anche molto valorizzata», ha affermato.

Il percorso espositivo comprende, oltre alla sezione storica di “Scie di gloria”, spazi riservati alle aziende del sistema sportivo invernale, aree dedicate alla sostenibilità e alle eccellenze agroalimentari venete, installazioni multimediali, mostre fotografiche e opere artistiche. È presente anche il progetto Interreg Italia–Austria 2021–2027 sullo sviluppo dello Ski-Land tra la provincia di Belluno e il Land di Innsbruck, di cui il Circolo cultura e stampa bellunese è capofila, insieme a un maxi-schermo per la promozione e la trasmissione di eventi olimpici e a un’area destinata a incontri e conferenze.

L’allestimento accompagna il visitatore dalle attrezzature del Novecento alle più recenti applicazioni della ricerca scientifica, passando per i temi della sostenibilità ambientale. La scelta del legno del Cansiglio come elemento caratterizzante richiama il legame con il territorio e l’attenzione all’economia circolare.

Nel suo intervento, lo scrittore e alpinista Mauro Corona ha invitato a guardare oltre una dimensione puramente celebrativa: «I musei vanno bene, però bisogna creare non tanto i musei del ricordo, ma i musei del futuro, […] fare le cose rispettando ovviamente la natura».

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2026, proponendosi come uno spazio di approfondimento culturale e divulgativo in vista dei grandi appuntamenti olimpici.

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1 commento

  • A nome dei curatori della.mostra “Scie di gloria” Danilo Comincini, Felice Tona. Enzo Bianchet e di altri amici di “Salvasci Dolomiti” ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato alla realizzazione della mostra. È stata per noi una giornata esaltante che ci ha ripagato dell’impegno e delle fatiche profuse. Come ha sottolineato l’amico Mauro Corona, auspichiamo che questa grande iniziativa non rimanga fine a sé stessa ma possa trovare una collocazione permanente che le permetterà di evolversi dando ai visitatori le emozioni per cui è stata pensata e voluta e ne permetui lo spirito che il carissimo Tonino Zampieri ideò fin dal suo esordio

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