Nel 40° anniversario del disastro di Chernobyl, il docufilm Le Cicogne di Chernobyl sarà proiettato a Belluno sabato 17 gennaio 2026. L’iniziativa propone un momento di riflessione su una delle più ampie esperienze di accoglienza realizzate in Italia, legata all’arrivo di migliaia di bambini provenienti dalle aree contaminate dopo l’incidente del 1986.
La serata è organizzata dal Circolo dei Sardi nel Bellunese, che da anni promuove attività culturali capaci di mettere in relazione la comunità sarda con il territorio locale. In questo caso, l’attenzione è rivolta a una vicenda che ha coinvolto famiglie, associazioni e istituzioni in un’azione diffusa di solidarietà, diventata nel tempo parte della memoria collettiva.
La proiezione si inserisce in un contesto territoriale che guarda ai prossimi appuntamenti internazionali, ma che intende anche raccontare, attraverso il cinema, un patrimonio di esperienze legate alla responsabilità civile e all’accoglienza. L’incontro rappresenta inoltre un’occasione di scambio tra la Sardegna e il Bellunese, nel segno di una storia condivisa.
L’appuntamento è a ingresso libero e si terrà a Belluno, sabato 17 gennaio 2026 alle ore 18, nella sala polifunzionale della parrocchia di Cavarzano, in via Castellani 1. L’iniziativa segue quella del giorno precedente a Borca di Cadore, prevista per venerdì 16 gennaio alle 21 nella sala congressi dell’Hotel Boite, organizzata dall’Associazione culturale San Vito Blues & Soul.
Il film, definito «il primo film italiano che racconta in maniera poetica e strutturata una pagina di storia di cui andare orgogliosi», è diretto da Karim Galici ed è prodotto da Cittadini del Mondo – Cinema per il Sociale, con la collaborazione di Rai Teche e Rai – Direzione Sardegna e con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Regione autonoma della Sardegna. Attraverso testimonianze dirette, materiali d’archivio e riprese realizzate anche nella zona di esclusione, il docufilm ricostruisce la storia dell’accoglienza di oltre 700 mila minori in Italia, che ha ospitato la maggioranza dei bambini coinvolti nei programmi di soggiorno temporaneo all’estero.
Il racconto mette al centro il ruolo delle famiglie e delle comunità locali, restituendo un quadro di mobilitazione civile che viene proposto anche alle nuove generazioni come parte di un patrimonio umano e sociale da conoscere e discutere.
Accanto al valore storico e civile, il lavoro ha ricevuto riconoscimenti in diversi festival, grazie a una struttura narrativa solida e a un uso attento delle fonti. Tra i premi figurano quelli per la regia al San Giò Verona Video Festival 2025, per il cinema sociale al San Benedetto International Film Festival e per il miglior documentario al Festival internazionale del cinema Dino De Laurentiis. Il film è stato inoltre selezionato in rassegne e festival in Italia e all’estero, mentre la distribuzione festivaliera è ancora in corso.
Le tappe bellunesi rientrano nel percorso “Rete di interconnessioni sociali”, promosso dall’Associazione Cittadini del Mondo con il sostegno della Fondazione di Sardegna. Si tratta delle prime proiezioni del 2026 di una tournée più ampia che, nell’anno dell’anniversario, porterà il docufilm in diverse città italiane e all’estero. L’opera è disponibile in italiano con sottotitoli in inglese, spagnolo, francese, tedesco e giapponese.
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