In provincia di Belluno, nel 2024 i seminativi in Valbelluna si affittano in media a 300 euro per ettaro, con valori che scendono fino a 100 euro in zone difficili da raggiungere. I prati montani mantengono canoni stabili tra 50 e 100 euro per ettaro. A registrare un calo di interesse sono invece le superfici a pascolo, penalizzate dalla riduzione dei fondi Pac e dalla minore convenienza economica dell’alpeggio, soprattutto per le aziende di pianura.
Lo evidenzia l’Indagine sul mercato fondiario in Italia 2024, pubblicata dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura) con il contributo di Confagricoltura. Dal report emerge un quadro di stabilità complessiva nelle compravendite, ma con una progressiva concentrazione dei terreni nelle mani delle aziende medio-grandi, che consolidano e ampliano le superfici gestite anche tramite affitti pluriennali formalizzati.
Secondo i dati, le aziende più piccole e meno competitive stanno progressivamente uscendo dal mercato. Le aziende zootecniche strutturate hanno invece mantenuto alta la domanda di compravendite, favorita dall’incremento del prezzo del latte negli ultimi anni. Al contrario, il settore vitivinicolo registra una riduzione delle transazioni rispetto al 2023, mentre il turismo rurale resta stabile, con aziende agrituristiche che mantengono dimensioni compatibili con l’impiego della sola manodopera familiare. Non si registra nemmeno domanda di terreni per impianti agrovoltaici, a differenza di altre province venete, principalmente per la scarsità di grandi appezzamenti pianeggianti.
«I dati confermano la realtà che viviamo ogni giorno – commenta Renato Bastasin, direttore di Confagricoltura Belluno. – Gli affitti dei terreni sono fondamentali per garantire la gestione dei pascoli e la redditività delle aziende agricole. La riduzione dei contributi europei sugli alpeggi ha ridotto la convenienza economica e c’è il rischio che alcuni terreni vengano abbandonati, con effetti negativi sulla manutenzione di prati e pascoli, fondamentali anche per il turismo montano».
Bastasin sottolinea l’importanza della deroga prevista dall’articolo 45 della legge 203/83 sugli affitti dei fondi rustici, che promuove la stabilità e l’investimento in agricoltura, permettendo maggiore flessibilità su durata dei contratti, canoni e prelazione.
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1 commento
AlanDB
Buonasera.
Possiedo 1.2 ettari di prato unendo 3 diversi terreni … Dall’ agricoltore che si taglia il fieno non mi arriva niente, nemmeno una bottiglia di vino.
Com’è possibile questo?