Belluno °C

sabato 31 Gennaio 2026,

Otto frasi per rovesciare il mondo: il Regno che nasce dalla speranza

Non promesse miracolose ma un nuovo sguardo sulla vita: sul monte di Galilea Gesù lega povertà e persecuzione a una gioia fondata su Dio e su un futuro affidabile.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte:
si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5, 1-12b).

Gesù non ha soltanto pronunciato le beatitudini, ma le ha vissute. Prima di descrivere il “programma cristiano”, le beatitudini descrivono la figura di Gesù, nei suoi comportamenti e nelle sue scelte. Nella formulazione di ciascuna beatitudine è visibile una tensione fra la prima e la seconda parte. La prima è caratterizzata da situazioni negative (povertà, sofferenza, persecuzione), la seconda da future situazioni positive (possesso del Regno, consolazione, visione di Dio). Questo significa che le beatitudini non sono la promessa di interventi miracolosi che hanno lo scopo di cambiare le situazioni attuali. Le situazioni restano quello che sono. Le beatitudini offrono piuttosto un significato nuovo, suggeriscono criteri diversi di valutazione e di lettura. C’è una sfida da raccogliere nelle beatitudini. Se mancasse, parleremmo di ideali, ma non di beatitudini. La sfida è la nota della gioia: beati! Quale gioia? La gioia delle beatitudini trova il suo fondamento nella certezza di un futuro felice, in comunione con Dio e dono di Dio, e insieme nella gioiosa scoperta che già ora è possibile pregustare un modo nuovo di vivere. Il mondo pone il fondamento della propria gioia nel possesso dei beni, nel successo, o in altre cose simili. Tutti fondamenti fragili. Il Vangelo invita a porre il fondamento della propria gioia nell’amore di Dio, le cui promesse sono incrollabili e vittoriose, a dispetto di tutte le situazioni di crisi in cui l’uomo può venire a trovarsi.

Il monte della Galilea così fa da palcoscenico per la proclamazione del programma di governo che vede come candidato il falegname di Nazareth che ha una lista di ministri alquanto insolita, fatta di pescatori, usurai, esattori delle tasse e anche qualche ex terrorista. Ma la cosa più insolita e ardita è il progetto di instaurare, qui sulla terra, il “Regno di Dio”. Qualcuno, anche tra il popolo, gli ha dato subito fiducia: e non si trattava solo di belle parole, evidentemente, se dopo duemila anni siamo nuovamente qui ad ascoltare il suo programma di governo. Gli bastarono otto parole, otto frasi, per dirci che nemmeno la morte avrebbe potuto mettere in pericolo il suo Regno. Gli bastò aprire alla speranza il cuore di chi lo ascoltava, dicendo loro che, nonostante tutto ciò che avviene nella vita, possiamo vivere “beati”, ovvero “felici”, “sereni”.

E così, mentre qualcuno pensa di poter costruire il proprio regno sulla ricchezza e su un guadagno senza scrupoli, Gesù proclama «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»; mentre qualcuno sorride delle disgrazie altrui pensando magari come poterci speculare sopra, Gesù proclama «Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati»; mentre qualcuno pensa di occupare terre, terreni e territori facendo la guerra o invadendo paesi sovrani senza alcun diritto, Gesù proclama «Beati i miti, perché avranno in eredità la terra»… e così via.

Questo è il programma di governo del Regno di Dio, e Gesù non usa mezzi termini: è un programma che va controcorrente rispetto alla logica dei potenti di questo mondo.

Chi vota la fiducia al suo programma di governo, non si aspetti applausi o momenti di gloria, anzi: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia». A noi basta una cosa, per votare la fiducia a questo programma di governo: la maggior parte dei verbi usati è al futuro. E il futuro è il tempo della speranza. A un regno con questo programma non rinunciamo, per nulla al mondo.

Giulio Antoniol

Seguici anche su Instagram:
https://www.instagram.com/amicodelpopolo.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *