C’è un nuovo Amico. Nel numero 12 dell’Amico del Popolo di carta del 19 marzo 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere l’approfondimento completo dedicato al Servizio civile universale 2026. Qui di seguito troverai solo un estratto degli articoli in pagina (a cura di Elisa Strano). Acquista e sfoglia L’Amico del Popolo classico per leggerli tutti.
Un anno per mettersi in gioco, per dedicare tempo agli altri e per scoprire che il futuro si costruisce anche attraverso gesti concreti di solidarietà. È stato pubblicato il bando 2026 per il Servizio Civile, che apre nuove opportunità per ragazze e ragazzi interessati a vivere un percorso di impegno civile all’interno di enti pubblici, associazioni e organizzazioni del terzo settore. Possono presentare domanda i giovani tra i 18 e i 28 anni. L’impegno previsto è di circa 25 ore settimanali e ai volontari viene riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro.
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Anche il territorio bellunese partecipa al bando con numerosi progetti promossi da enti locali e realtà del volontariato, che offrono ai giovani la possibilità di impegnarsi in ambiti diversi, dall’assistenza sociale all’educazione, dalla cultura ai servizi alla comunità. Tra le opportunità più strutturate c’è il progetto Operatori di speranza, promosso dal Ceis – Centro Italiano di Solidarietà di Belluno nell’ambito della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, che mette a disposizione diversi posti distribuiti tra Belluno, Limana e Sospirolo. L’esperienza consente ai volontari di affiancare le équipe delle comunità terapeutiche che accolgono persone con dipendenze, partecipando alle attività quotidiane, ai percorsi di reinserimento sociale e alle iniziative di prevenzione del disagio.
Nel campo dei servizi alla cittadinanza si inserisce, invece, l’opportunità coordinate dai Comuni del Veneto attraverso Anci Veneto con una posizione nel Comune di Alpago, dove il volontario potrà collaborare alle attività dei servizi educativi e dell’area servizi ai cittadini: dall’organizzazione di eventi culturali e ricreativi alla collaborazione con le associazioni locali, fino al supporto ai cittadini nell’accesso ai servizi comunali e digitali.
Il bando offre, inoltre, diverse esperienze nel campo educativo e sociale.
A Feltre e Longarone il progetto AttivaMente, promosso dalle Acli, prevede attività di tutoraggio scolastico e sostegno agli studenti. A Belluno, i Salesiani per il Sociale propongono due iniziative dedicate ai giovani e ai minori: Dentro tutti!, che coinvolge gli oratori e le case famiglia come spazi di accoglienza e crescita, e Sai fischiare?, un progetto educativo pensato per contrastare la dispersione scolastica attraverso attività formative e di accompagnamento.
Accanto a questi percorsi trovano spazio anche iniziative dedicate alla salute e all’assistenza, come il progetto SOS Veneto Servizio Operativo Sanitario promosso dall’Anpas a Falcade, rivolto al supporto di persone con patologie temporaneamente o permanentemente invalidanti. Nel capoluogo sono, inoltre, attivi i progetti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dedicati al sostegno delle persone con disabilità visiva, mentre nel settore culturale il progetto promosso dalle Pro Loco coinvolge i volontari nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 14 di martedì 8 aprile 2026. Per partecipare è necessario presentare la candidatura esclusivamente online attraverso la piattaforma www.domandaonline.serviziocivile.it, scegliendo il progetto e la sede per cui candidarsi.
di Elisa Strano
«Un anno prezioso», Lucrezia racconta
Un’esperienza che offre ai giovani l’opportunità di crescere come cittadini e come persone, contribuendo allo sviluppo delle comunità: questo è il significato profondo del Servizio Civile Universale, raccontato da Lucrezia Casagrande Cosmo, di Vittorio Veneto, che sta svolgendo il suo anno presso il Comitato d’Intesa tra le Associazioni volontaristiche della Provincia di Belluno.

La scelta nasce dal desiderio di confrontarsi con la realtà del terzo settore. «Volevo partecipare a un progetto che mi desse un altro punto di vista sull’ambito lavorativo», racconta. «Entrare in contatto con la rete delle associazioni e con le realtà del territorio mi ha colpito molto»…
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