A Mel il gioco da tavolo sfida lo smartphone

All’Auditorium San Pietro incontro con l’educatore Gabriele Mari promosso dal Patto digitale e da realtà locali. Coinvolti genitori e insegnanti per riflettere su dipendenze e strategie educative.
28 Marzo 2026
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Una serata dedicata al gioco come strumento educativo e sociale si è svolta all’Auditorium San Pietro di Mel, nell’ambito delle iniziative promosse sul territorio per riflettere sull’uso consapevole delle tecnologie digitali. Protagonista dell’incontro è stato Gabriele Mari, educatore ludico e autore di giochi da tavolo, invitato dal Patto digitale Borgo Valbelluna in collaborazione con il Comune, l’associazione Aleator e l’Istituto comprensivo di Mel-Lentiai, insieme a numerose realtà locali.

L’appuntamento, inserito nelle Giornate provinciali dedicate al tema, ha coinvolto genitori e insegnanti interessati a comprendere come affrontare la crescente dipendenza dei più giovani dallo smartphone. Il motto proposto durante la serata, «Unplug&play, stacca la spina e gioca», sintetizza un approccio che punta su alternative concrete e non coercitive.

Il tema è tornato d’attualità anche alla luce di recenti vicende giudiziarie internazionali che hanno riacceso il dibattito sugli effetti dei social media. In questo contesto, l’intervento di Mari si è concentrato sul valore del gioco da tavolo come esperienza capace di attivare gli stessi meccanismi di gratificazione, ma con esiti differenti sul piano relazionale.

Con un linguaggio accessibile e un taglio pratico, l’educatore ha spiegato come il gioco possa stimolare la dopamina, spesso associata all’uso dei dispositivi digitali, ma favorendo al tempo stesso interazione e cooperazione. Il gioco, ha sottolineato, richiede attenzione, concentrazione e rispetto delle regole, e per risultare efficace deve essere percepito come altrettanto coinvolgente rispetto allo smartphone.

Nel corso dell’incontro è stato approfondito anche il concetto di “flusso”, ovvero quello stato di immersione totale in un’attività che genera soddisfazione e benessere. Perché si realizzi, è necessario un equilibrio tra difficoltà e abilità: una sfida troppo semplice porta alla noia, mentre una eccessiva genera frustrazione. Quando questo equilibrio si raggiunge, l’esperienza diventa appagante e duratura, andando oltre il momento del gioco.

Un altro aspetto evidenziato riguarda il ruolo degli adulti. Il gioco, è stato osservato, deve essere reso visibile e accessibile nella quotidianità domestica, al pari dei dispositivi digitali. Anche il coinvolgimento diretto dei genitori può favorire l’interesse dei più giovani.

In questo ambito opera da anni l’associazione Aleator, attiva sul territorio e impegnata a portare il gioco da tavolo nelle scuole e nelle biblioteche, con l’obiettivo di renderlo fruibile gratuitamente. Le attività, avviate su richiesta di un’insegnante, si sono nel tempo adattate alle diverse realtà scolastiche, arrivando anche alla creazione di giochi progettati dagli stessi studenti.

L’esperienza del gioco, è emerso durante la serata, non rappresenta una semplice pausa, ma una modalità di apprendimento che stimola capacità cognitive e relazionali, contribuendo a contrastare la riduzione dei tempi di attenzione e forme di isolamento.

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Una risposta

  1. L’esperienza ludica aiuta sicuramente a far trascorrere il tempo e a divertirsi: in provincia non sarà nemmeno difficile che prenda piede perché, complice il lungo e freddo inverno, l’isolamento delle frazioni e la mancanza di socialità, ci si rintana facilmente in casa. Forse più che giochi da tavolo ci sarebbe bisogno di gruppi di coetanei, di oratori giovanili,…

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