Facen, cinque voci per raccontare il vescovo Vincenzo Savio

Il 7 aprile a Casa Emmaus incontro con cinque interventi, un affresco di Vico Calabrò e aggiornamenti sulle attività. Ricordo del vescovo a 22 anni dalla scomparsa, tra spiritualità e comunità.
31 Marzo 2026
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Ricorre oggi, martedì 31 marzo, il 22° anniversario della morte dell’indimenticato monsignor Vincenzo Savio, vescovo di Belluno-Feltre dal 2001 al 31 marzo 2004. Risuonano ancora nella mente e nei cuori dei bellunesi le parole del suo testamento spirituale: «Ad ogni buon conto la cosa più importante è dire a tutti che sono senza misura contento di Dio. Una meraviglia!».

La Casa Emmaus di Facen di Pedavena lo ricorderà nella serata del 7 aprile, con inizio alle ore 20, proponendo cinque riflessioni sulla sua vita. Un incontro, annunciato come momento di memoria e riflessione, proporrà cinque interventi che ripercorrono diversi aspetti della sua vita e del suo impegno.

Ad aprire la serata sarà Enrico Gaz, che interverrà sul tema «Eredità che parla». Seguirà il contributo di don Michele Falabretti, della diocesi di Bergamo ed ex responsabile nazionale della pastorale giovanile della Cei, con una riflessione intitolata «Con e per i giovani».

Un ricordo più personale sarà affidato a Roberta Medolago, nipote del vescovo, che proporrà uno sguardo sul tema «Vescovo familiare e malato». L’attenzione al rapporto con l’arte emergerà invece nell’intervento di don Giacomo Mazzorana, studioso di arte sacra ed ex direttore del Museo diocesano, con «Amante dell’arte». Concluderà la serie di riflessioni monsignor Giuseppe Andrich, suo successore e ora vescovo emerito, con un intervento dedicato al profilo «Vescovo sinodale».

Nel corso della serata è prevista anche la presentazione di un affresco dedicato a Vincenzo Savio, realizzato da Vico Calabrò, direttore artistico della Casa degli affreschi, che ne illustrerà i contenuti e il percorso creativo.

L’incontro sarà inoltre occasione per aggiornare i partecipanti sulle nuove iniziative promosse dalla Casa Emmaus, rivolte a gruppi, scuole, famiglie, associazioni e realtà del territorio, con proposte che spaziano dalla formazione alla spiritualità, fino ad attività artistiche e laboratoriali. È prevista anche una sintesi degli interventi di miglioramento strutturale recentemente realizzati grazie al sostegno di persone vicine alla comunità.

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Una risposta

  1. Chissà perché, con un episcopato così breve a Belluno e con un sorriso così contagioso, non si è voluto farlo subito santo.

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