Dalla Bosnia alle Dolomiti: il viaggio di Sanel Kaltak tra guerra e rinascita

Il volume, scritto con Ilario Tancon, intreccia ricordi del conflitto nei Balcani e percorso personale fino all’Italia, alternando la biografia alla sfida ciclistica dell’Everesting.
11 Aprile 2026
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È in programma giovedì 16 aprile alle 20.30, presso il Museo della pietra e degli scalpellini di Castellavazzo, la presentazione del libro Via da Sanski Most. La guerra in Bosnia, la fuga a piedi, l’Everest in bicicletta, firmato da Sanel Kaltak e Ilario Tancon.

Il volume racconta la storia personale di Sanel Kaltak, cresciuto a Sanski Most, in Bosnia, in un contesto inizialmente simile a quello di molti coetanei: scuola, amicizie, gioco e vita all’aria aperta. La sua adolescenza viene però interrotta nel 1992 dallo scoppio della guerra nell’ex Jugoslavia, che segna profondamente la sua esperienza.

Il libro ripercorre i momenti vissuti durante il conflitto: la paura quotidiana, le giornate trascorse chiusi in casa e le notti nei rifugi nei boschi, fino alla fuga insieme alla famiglia. Il viaggio li porta prima a Travnik, poi a Pola, quindi in Italia, dove trovano accoglienza nelle Dolomiti bellunesi, tra Colle Santa Lucia, Gosaldo, La Valle e Agordo. Qui inizia una nuova fase della vita, fatta di adattamento a una lingua diversa, alla scuola e a nuove relazioni.

Nel tempo Kaltak costruisce il proprio percorso personale e professionale, affrontando varie esperienze lavorative fino ad avviare un’attività nel commercio di legname, mantenendo legami anche con il paese d’origine.

Il racconto si sviluppa attraverso una serie di episodi e ricordi che prendono forma durante una giornata dell’estate 2020, mentre il protagonista è impegnato in una prova di endurance ciclistica nota come Everesting, che consiste nel percorrere ripetutamente la stessa salita fino a raggiungere un dislivello complessivo pari a 8.848 metri, l’altezza del Monte Everest.

Il libro nasce da una serie di conversazioni tra Sanel Kaltak e Ilario Tancon, che ha raccolto e organizzato il materiale in una narrazione a doppio livello: da una parte la sfida sportiva, dall’altra la ricostruzione biografica. Il risultato è un testo che si rivolge sia a chi è interessato alla storia contemporanea sia a chi vede nella bicicletta non solo uno strumento sportivo, ma anche un mezzo per raccontare esperienze e percorsi di vita.

L’incontro è promosso dall’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo.

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