Il lavoro di Coppe? È far saltare in aria

Di Carla Laguna. Il famoso esplosivista ha fatto esplodere la struttura portante del palaghiaccio di Auronzo
20 Maggio 2026
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«Avete sentito un solo botto ma erano 120»

È lui, Danilo Coppe, l’esplosivista che ha fatto saltare in aria il fatiscente palaghiaccio di Auronzo di Cadore.

Coppe, aveva mai operato in Auronzo?
«No, è la prima volta qui in paese. In Cadore sono invece intervenuto nel 1996, su una frana che aveva dato origine a una grande massa sopra un abitato, in rotolamento verso di esso. Sono intervenuto facendola saltare sul posto».

Lei ha demolito più di 800 edifici. È la prima volta che le capita uno stadio del ghiaccio?
«Strutture come questa non ne avevo mai demolite. Il bello del mio mestiere», sorride, «è che ogni volta è diverso. L’intervento sul palaghiaccio era particolarmente ostico per me, perché volevo allontanare (…)

Qualche dato tecnico?
«Sono stati utilizzati circa 50 chilogrammi di dinamite, 120 detonatori sfasati di 25 millesimi di secondo uno dall’altro. La gente ha percepito un unico botto, nella realtà erano 120 botti. Abbiamo inoltre utilizzato (…)
Carla Laguna

Nel ’70 nacque l’idea dell’impianto. Troppo grande per le esigenze del paese

Il Palaghiaccio di Auronzo di Cadore, da pochi giorni abbattuto, vantava una lunga storia di traversie.
Per capirne le origini occorre ricordare come il pattinaggio fosse per Auronzo una disciplina tradizionale: immagini del 1930 mostrano la piazza Santa Giustina popolata di giovani pattinatori. In seguito venne allestita una pista tra Villapiccola e Villagrande, dove la squadra di hockey cominciò a ottenere risultati importanti, raccogliendo un vasto seguito di tifosi e appassionati. E seppure in modo marginale, Auronzo fu presente anche alle Olimpiadi del 1956 con le gare di Misurina.

L’idea di un impianto più professionale prese forma nel 1970 con la refrigerazione della pista e la costruzione degli spogliatoi (costò 150 milioni di lire).

Nel 1975 il giornalista Sacco scriveva dell’imminente appalto per la copertura, attesa non solo dagli sportivi ma anche dagli operatori turistici, che vi vedevano un’attrattiva per il turismo estivo.

Nel novembre del 1977 si annunciò l’imminente completamento della struttura d’acciaio, altezza massima 18 metri, costo (…)
Carla Laguna

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