Vanoi, la Provincia ribadisce il suo “no” alla diga

«Nessuna contrapposizione montagna-pianura. Sono state proposte alternative, ma c’è un convitato che sembra sordo alle questioni di sicurezza e tutela del corpo idrico».
28 Gennaio 2025
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La Provincia di Belluno conferma la sua posizione contraria al progetto della diga sul torrente Vanoi, riaffermando la necessità di tutelare la sicurezza del territorio e la salvaguardia del corpo idrico. In una nota congiunta, il presidente Roberto Padrin e il consigliere delegato al demanio idrico Massimo Bortoluzzi hanno espresso perplessità sulle recenti dichiarazioni del Consorzio di Bonifica Brenta, che ha ribadito l’intenzione di procedere con ulteriori studi e ha auspicato «una solidarietà tra montagna e pianura».

Secondo il Consorzio Brenta, l’opera sarebbe essenziale per regolare le acque non utilizzate a monte e garantirne l’uso nei territori a valle, ma la Provincia non condivide questa impostazione. «Non c’è alcuna contrapposizione tra montagna e pianura», precisa Padrin, «ma è inaccettabile che si parli di sfruttamento delle acque a monte come una risorsa da mettere a disposizione per altre aree. Questa impostazione, oltre a essere errata, rischia di compromettere i rapporti tra enti e territori. La solidarietà non può essere unilaterale».

Il consigliere Bortoluzzi ha posto l’accento sulla questione della sicurezza. «Sono stati sollevati problemi importanti, ma non è mai stata fornita una risposta esaustiva. Gli approfondimenti promessi dal Consorzio dovranno chiarire quali soluzioni intendono adottare per garantire la sicurezza degli abitati a valle dello sbarramento. Il Vanoi si trova in una zona classificata P4 nel piano di assetto idrogeologico, ovvero un’area a pericolosità da frana molto elevata. Questo per noi significa una cosa sola: non è possibile realizzare l’opera».

Padrin ha inoltre evidenziato come la Provincia abbia ribadito la propria contrarietà al progetto in tutte le sedi istituzionali e attraverso atti ufficiali. «La tutela del corpo idrico deve essere una priorità. Non possiamo accettare che le acque vengano gestite con una logica di sfruttamento. La nostra linea è chiara e resta invariata: siamo contrari alla diga sul Vanoi».

La questione resta dunque aperta, ma la Provincia sottolinea che alternative al progetto sono state già proposte, come il cambio di colture e la riqualificazione dei sistemi irrigui. Tuttavia, secondo Padrin e Bortoluzzi, queste proposte non sono state adeguatamente considerate dal Consorzio Brenta, il quale continua a portare avanti un’impostazione che, a detta della Provincia, non rispetta le peculiarità del territorio montano né le sue criticità.

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