Domenica 13 luglio la Messa sulla cima di San Dionisio con monsignor Soravia

Visitarono il sito anche la Regina Margherita di Savoia e il Re Alberto del Belgio (Foto Ivo Silvestro)
4 Luglio 2025
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Si rinnova anche quest’anno, domenica 13 luglio, l’appuntamento alla chiesetta di San Dionisio Areopagita Martire, sulla vetta della montagna che sovrasta Nebbiù, frazione di Pieve di Cadore, a quasi 2000 metri di quota. La celebrazione della santa Messa sarà presieduta a mezzogiorno da monsignor Diego Soravia, arcidiacono del Cadore. Come da tradizione, l’evento richiama devoti , escursionisti e appassionati di montagna da tutto il territorio cadorino.

Oltre al momento liturgico, prima e dopo la celebrazione verranno ricordati gli episodi storici legati alla presenza della chiesetta su questa cima, simbolo di devozione e memoria collettiva.

La prima costruzione risale al 1508, la chiesa fu edificata per ringraziare Dio della vittoria riportata dai cadorini e dai veneziani sull’esercito alemanno nella battaglia combattuta tra Tai, Nebbiù e Valle: la data fu confermata dal ritrovamento dell’incisione «MDVIII» su una trave del tetto al momento della demolizione dell’antica chiesa, ma numerose fonti negli archivi locali, a partire da quello della Magnifica Comunità, ne testimoniano ulteriormente l’esistenza.

Nel 1909, per le gravi condizioni dell’edificio, si decise la demolizione dell’antica chiesetta. Ne seguì un appello rivolto a tutti i Cadorini, affinché partecipassero alla raccolta fondi per la costruzione di un nuovo edificio sacro. L’invito, diffuso nei paesi del Cadore, parlava di «lodevole sentimento di devozione ed anche per tradizionale affezione alle antiche memorie».

La nuova chiesa fu costruita grazie al contributo economico e al lavoro volontario della comunità. Il costo dell’opera fu di 3.187 lire. La consacrazione e l’inaugurazione avvennero il 31 agosto 1910, a cura di monsignor Luigi Bernardi, pievano di Pieve e arcidiacono del Cadore, alla presenza di oltre duemila fedeli.

Nel corso degli anni, San Dionisio è divenuta meta di migliaia di escursionisti, tra cui anche personaggi illustri come la Regina Margherita di Savoia, che vi giunse nell’estate del 1882, e il Re Alberto del Belgio.

«La chiesetta attuale», ricorda Francesco Costella, che fin da giovane si è dedicato con passione alla cura del sacello e del luogo, «è frutto della devozione e della fedeltà alle tradizioni della gente di Nebbiù».

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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