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giovedì 29 Gennaio 2026,

La guerra è finita, perché è nato un bambino

Il profeta Isaia annuncia luce e pace in un tempo di guerra: un bambino segna la fine delle tenebre. Per i cristiani è Gesù, salvezza concreta che vince il male e ridona speranza.

Nell’immagine: particolare della Natività nella
chiesetta di Santa Margherita in Salagona
(Laggio – comune di Vigo di Cadore)

«Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda…. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace» (Isaia 9,1-6).

Fra i testi messianici, spicca il testo del profeta (9,1-6), il testo della notte di Natale. In questo testo, infatti, si dice che la guerra è finita perché «un bambino è nato». Non desta meraviglia che i cristiani lo abbiano visto come l’annuncio di Gesù Cristo, che si incarna e viene in mezzo a noi, nella storia umana.

La situazione nel tempo di Isaia è assolutamente instabile e precaria. La guerra e la catastrofe si stanno avvicinando, le tenebre che avvolgono il popolo, sono nazionali e personali, essendo legate alle sorti del regno di Giuda circondato dai nemici e dalla guerra, che travolgerà ogni cosa. Ma su questo popolo una luce risplende. Quel paese dell’ombra della morte sembra oggi facile associarlo al nostro presente. Non sono situazioni nuove nella storia umana, ma un conto è leggerle sui libri, un conto attenderle nei nostri giorni. Così, all’epoca di Isaia come nei nostri giorni, si attende con ansia questo grido: «la guerra è finita!».

Questa luce, che è annunciata dal profeta Isaia come già fosse presente, è in realtà un proclama in cui il profeta vede: vede oltre il presente e l’immediato futuro. Vede lontano, ma insieme vede per sempre. Vede, magari anche in modo confuso, ma vede che il Signore è all’opera, che il Signore arriva, che il Signore è fedele alle promesse di gioia per tutto il popolo. Un bambino ci è nato! Sarà stata per Isaia un’immagine poetica? Un bambino che nasce porta con sé tutte le speranze e le attese dei suoi genitori e se destinato ad essere re, le attese di tutto il popolo. Non è solo immagine, però, ma anche profezia. Netta senza tentennamenti. Il profeta è così: non solo spera, ma vede; non solo è un poeta: ma è anche ispirato dallo Spirito del Signore. E che sia profezia ce lo conferma anche quelle parole che annunciano «pace senza fine» e «da ora e per sempre».

È questa la profezia finale, definitiva, di tutti i profeti dei tempi antichi: arriva Gesù Cristo. Vedete, per Isaia, non c’è bisogno di aspettare che il Messia cresca per esultare, per vedere la luce in fondo al tunnel, per vedere la gloria di Dio che vince ogni male. E ancora di più noi, che sappiamo esattamente chi sia il Salvatore Gesù Cristo, possiamo gioire nonostante ogni dubbio e ogni cattiveria del mondo. Il Consigliere ammirabile, il Dio potente, il Padre eterno, il Principe della pace, con il suo dominio eterno, è un re che va proprio oltre l’ordinario. Solo con Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, si capirà questa sua eccezionalità. Infatti, l’incarnazione di Gesù Cristo, il suo essere vero Dio, oltre che vero uomo, rende possibile che i tanti titoli, che Isaia rivolge al Messia che arriva, non siano blasfemi e non siano neanche illusori.

Solo il Signore, vero Dio, può realizzare vera, autentica salvezza. E solo il Signore fattosi uomo, può realizzare una salvezza non generica, anche nella nostra vita terrena, che ci salvi dalla disperazione per tutto ciò che di sbagliato e maligno concepisce o subisce l’umano. Alle volte siamo rattristati, rassegnati, incerti e titubanti su quale sia la via da prendere, come fare per resistere e tentare il bene; Gesù Cristo allora ci illumina nel nostro presente per indicare la strada da fare. Il Signore ci vuole rialzare ed è venuto per annunciarci che la guerra è finita, è vinta da Lui per ognuno di noi, che la gioia e la pace non sono illusioni, ma realtà che Gesù Cristo ci dona.

Giulio Antoniol

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