A sessant’anni dalla tragedia di Robiei, Rocca Pietore si prepara a commemorare le vittime bellunesi di quella che resta la più grave sciagura sul lavoro registrata in Ticino. L’incidente avvenne tra il pomeriggio del 15 e la notte del 16 febbraio 1966 in una galleria tra la Valle Bedretto e la Bavona, dove morirono 15 operai italiani e due pompieri di Locarno impegnati nelle operazioni di rifinitura della galleria d’adduzione Robiei-Stabiascio-Gries.
Tra le vittime figuravano anche Angelo Casanova, originario di Sedico, e Valerio Chenet, di Rocca Pietore. La galleria, lunga 12,8 chilometri e situata a circa 2.300 metri di altitudine, era stata costruita per convogliare le acque dal bacino artificiale del Gries, in Vallese, verso quello di Robiei in Vallemaggia, intercettando lungo il percorso le acque della Valle Bedretto.
L’evento colpì profondamente anche l’Associazione Emigranti Bellunesi, nata poche settimane prima, il 9 gennaio 1966. Il presidente dell’epoca, l’ingegner Vincenzo Barcelloni Corte, ricordò in seguito l’impatto emotivo di quei giorni, evocando l’immagine della stanza gelida in cui erano state riposte le valigie delle vittime, rimasta come simbolo di vite interrotte lontano dal proprio paese.
Per ricordare i due lavoratori scomparsi, l’Associazione Bellunesi nel Mondo promuove una cerimonia domenica 15 febbraio alle 10 a Rocca Pietore, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della parrocchia e delle famiglie degli ex emigranti dell’Agordino.
Il programma prevede la celebrazione della santa Messa, la deposizione di una corona d’alloro davanti al monumento ai caduti e gli interventi delle autorità. L’iniziativa vuole offrire un momento di raccoglimento per mantenere viva la memoria delle vittime e richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro.












