A cinquantacinque anni dall’uccisione di Alfredo Zardini, la città di Zurigo dedica una strada alla memoria dell’emigrato bellunese originario di Cortina d’Ampezzo, vittima nel 1971 di un’aggressione a sfondo xenofobo. La cerimonia è in programma sabato 2 maggio 2026: l’attuale Brauerstrasse, luogo del delitto, sarà rinominata Zardini-Strasse.
Zardini, nato nel 1931, si era trasferito in Svizzera da poco tempo per lavoro. Il 20 marzo 1971, mentre si recava a un appuntamento, si fermò in un bar della via dove avvenne l’aggressione. Dopo un diverbio con un sostenitore delle posizioni politiche legate a James Schwarzenbach, promotore del referendum contro l’“inforestierimento”, l’uomo venne colpito con calci e pugni e lasciato a terra. Morì durante il trasporto in ospedale per emorragia interna.
Il caso suscitò particolare indignazione anche per l’esito giudiziario: l’aggressore fu condannato a diciotto mesi di reclusione per eccesso di legittima difesa.
L’intitolazione della via rappresenta oggi un riconoscimento simbolico e un gesto di memoria. «Non è solo un atto commemorativo, ma un richiamo al presente», ha dichiarato il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, sottolineando come la vicenda richiami il clima di discriminazione vissuto da molti emigrati italiani in quegli anni.
Alla cerimonia parteciperanno autorità locali e rappresentanti della comunità italiana, tra cui la Famiglia Bellunese di Zurigo. Il cambio di nome della strada segna un passaggio simbolico: da luogo di una tragedia a spazio pubblico dedicato al ricordo e alla riflessione.











Una risposta
Meglio tardi che mai. Oggi se la sostituzione è avvenuta con l’approvazione dei birrai, è anche un invito a non ubriacarsi e ad incentivare le bevande analcoliche.