Comelico alla riscossa: ci sono idee e progetti, manca la regia unitaria

26 Febbraio 2026
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In Comelico è tempo di fare squadra, con un team che promuova e coordini il territorio. Le idee non mancano. I progetti neppure. Ciò che ancora manca, invece, è una regia unitaria capace di trasformare le iniziative in una strategia strutturata e continuativa. Per questo, oggi più che mai, emerge la necessità di creare un team dedicato alla promozione e al coordinamento turistico-culturale del Comelico.

Negli ultimi anni il territorio ha espresso energie importanti: valorizzazione dei borghi, recupero delle tradizioni, rilancio della gastronomia, attenzione al turismo naturalistico e sportivo, investimenti sulle infrastrutture, a partire dalla galleria lungo la 52 Carnica e dalla ormai prossima Cittadella della salute. Tuttavia, senza una cabina di regia stabile, il rischio è quello di procedere in ordine sparso, con iniziative valide ma frammentate, incapaci di incidere davvero sull’immagine complessiva della destinazione.

Una squadra di competenze

L’idea è chiara: costituire un gruppo di lavoro composto da professionisti della comunicazione, operatori turistici, rappresentanti delle amministrazioni locali, esperti di marketing territoriale e membri delle realtà associative. Un team snello ma competente, con obiettivi precisi: definire una strategia di promozione coordinata; creare un’immagine unitaria del territorio; pianificare campagne di comunicazione mirate; valorizzare eventi, tradizioni e prodotti locali; coordinare (…)

La sfida: da terra che si spopola
a destinazione d’eccellenza alpina

«Non ci sono giovani, non c’è gente». È una delle frasi che più spesso si sentono ripetere in Comelico, lembo estremo del Veneto che guarda a nord, verso l’Austria. Edifici chiusi, serrande abbassate, paesi che invecchiano. Ma il destino non è scritto. La rinascita può partire da qui, da un territorio che possiede risorse, identità e una posizione strategica unica. La parola chiave è una sola: lavoro. Per riportare giovani e famiglie, anche dall’estero, servono opportunità concrete. E le opportunità, in Comelico, non mancano.

Turismo tutto l’anno e artigianato specializzato

Il primo pilastro è il turismo, ma non più soltanto stagionale. L’obiettivo è costruire un’offerta capace di attrarre visitatori in ogni periodo dell’anno, puntando su qualità, sport e avventura. Un turismo che valorizzi l’unicità del paesaggio e la dimensione autentica dei borghi.
Accanto al turismo, l’artigianato specializzato. Il legno, materia prima abbondante, può tornare protagonista attraverso filiere corte, produzioni di qualità e formazione mirata. Uno sviluppo che, come sostenuto anche da Confindustria Belluno Dolomiti, dovrebbe “sboccare a nord”, rafforzando i rapporti economici e commerciali con l’area mitteleuropea.

Una vocazione transfrontaliera naturale

Il Comelico è storicamente terra di confine e di contatti. La sua posizione omogenea e transfrontaliera con l’Austria non è un limite, ma una straordinaria opportunità. Le comunicazioni e le relazioni economiche con il Nord sono già parte della storia locale: si tratta di (…)

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Una risposta

  1. Chissà come mai in questa provincia manca sempre qualcosa: forse non si pensa abbastanza? Forse si fan le cose tanto per fare? Forse…

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